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- Constatazione amichevole nel 2026: come compilare il modulo CAI e perché conviene sempre
In caso di incidente stradale, compilare il modulo CAI è ancora oggi una delle mosse più utili per tutelarsi e velocizzare la pratica di risarcimento. Il CAI, che molti continuano a chiamare anche CID, serve a raccogliere in modo ordinato i dati essenziali del sinistro, chiarire la dinamica e ridurre il rischio di contestazioni successive. Se il modulo è firmato da entrambi i conducenti, i tempi di gestione del danno materiale possono ridursi sensibilmente. Nel 2026 il modulo resta centrale nella gestione del sinistro. IVASS ha confermato l’importanza di mantenere a disposizione il modulo di constatazione amichevole e ha previsto che possa essere fornito anche su supporto durevole o in forma digitale, oltre al formato tradizionale. In pratica, il CAI resta attuale anche nell’era digitale. Cos’è il modulo CAI e quando conviene compilarlo Il modulo CAI è il documento con cui i conducenti descrivono l’incidente, indicano i veicoli coinvolti, le rispettive compagnie, i danni visibili e la dinamica del sinistro. Non è sempre obbligatorio per denunciare l’incidente, ma è fortemente consigliato perché rende la richiesta più chiara e, se firmato da entrambi, favorisce una liquidazione più rapida. IVASS chiarisce infatti che il suo utilizzo è opportuno anche se non strettamente necessario, mentre la doppia firma aiuta ad abbreviare i tempi della procedura. Questo significa che il modulo va compilato non solo quando c’è accordo totale tra i conducenti, ma anche quando vuoi fissare subito i fatti principali, evitare dimenticanze e creare una base documentale coerente per la compagnia e per l’eventuale perito. Come compilare correttamente la constatazione amichevole La parte iniziale del modulo va compilata indicando la data, il luogo del sinistro, l’eventuale presenza di feriti, testimoni, danni ad altri veicoli o a oggetti diversi e l’eventuale intervento delle autorità. Successivamente vanno inseriti, nelle sezioni dei due veicoli, i dati dei conducenti, dei proprietari, delle targhe, delle polizze e delle compagnie assicurative. È importante descrivere con chiarezza i punti d’urto, segnare i danni visibili e disegnare uno schema semplice ma coerente della dinamica, indicando anche la strada o l’incrocio interessato. Il modulo deve essere compilato in modo leggibile e completo. Se i veicoli coinvolti sono due, in genere basta un solo modulo condiviso; se i veicoli sono di più, servono moduli aggiuntivi. La sottoscrizione di entrambe le parti trasforma il documento in vera e propria constatazione amichevole con gli effetti previsti dalla disciplina assicurativa. Se l’altro conducente non vuole firmare Se l’altro conducente si rifiuta di firmare, conviene comunque compilare il modulo con tutti i dati disponibili e trasmetterlo alla propria compagnia. La mancanza della doppia firma non rende inutile il CAI: semplicemente non produce il vantaggio probatorio e procedurale che deriva dalla sottoscrizione congiunta. Resta però un documento molto utile per ricostruire il fatto e aprire correttamente la pratica. CAI cartaceo o digitale: cosa cambia nel 2026 Nel 2026 il modulo CAI può essere ancora usato in forma cartacea, ma il quadro normativo e di mercato si è aperto anche a modalità digitali o su supporto durevole, secondo quanto previsto dalla disciplina aggiornata e dalle soluzioni messe a disposizione dalle compagnie. Questo non cambia la sostanza: ciò che conta davvero è che i dati siano completi, chiari e coerenti. I tempi di risarcimento: perché il CAI firmato da entrambi è così importante Quando il danno riguarda il veicolo o altre cose, la compagnia deve formulare l’offerta entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta completa. Se però il modulo CAI è firmato da entrambi i conducenti, il termine si riduce a 30 giorni . In caso di lesioni personali, il termine ordinario è 90 giorni . Per questo motivo il modulo compilato bene e firmato da entrambe le parti può fare una differenza concreta nei tempi di gestione del sinistro. Tabella pratica: come cambia la gestione del sinistro Situazione Effetto pratico CAI compilato e firmato da entrambi La richiesta è più chiara e i danni materiali possono essere gestiti entro 30 giorni dalla richiesta completa CAI compilato da una sola parte Il modulo resta utile, ma per i danni materiali il termine ordinario è di 60 giorni Sinistro con lesioni personali Il termine ordinario per l’offerta è di 90 giorni Rifiuto di firma della controparte Conviene comunque compilare il CAI e inviarlo con tutti i dati disponibili I termini sopra valgono nel quadro della richiesta completa e correttamente trasmessa alla compagnia. Gli errori più comuni che rallentano il risarcimento Nella pratica, i problemi più frequenti nascono da moduli compilati in modo frettoloso, da schemi poco chiari, da caselle barrate in modo incoerente rispetto alla dinamica oppure dall’assenza di informazioni decisive come testimoni, autorità intervenute o dati completi della polizza. Anche un modulo formalmente semplice può perdere efficacia se i dati non sono leggibili o se la descrizione non è coerente con i danni visibili. Per questo conviene sempre dedicare qualche minuto in più alla compilazione e, quando possibile, farsi assistere. Cosa fare subito dopo aver compilato il modulo Dopo la compilazione, è opportuno conservare una copia del CAI, fotografare i veicoli, i danni, la posizione sulla carreggiata e l’eventuale segnaletica, quindi inviare rapidamente la documentazione alla compagnia o a un professionista che possa seguirne la gestione. IVASS ricorda che la richiesta di risarcimento può essere inviata anche tramite PEC o raccomandata e che deve contenere gli elementi utili a ricostruire il fatto con precisione e chiarezza. FAQ – Constatazione amichevole e modulo CAI Il modulo CAI è obbligatorio? Non sempre. IVASS spiega che il suo utilizzo è opportuno ma non necessario in assoluto per denunciare il sinistro. Resta però uno strumento molto utile, soprattutto se firmato da entrambi i conducenti. Se l’altro conducente non firma, posso comunque usarlo? Sì. Il modulo va compilato comunque, perché aiuta a documentare il sinistro e a trasmettere alla compagnia una ricostruzione ordinata dei fatti. Senza doppia firma non si perde il diritto al risarcimento, ma si perde il vantaggio della constatazione congiunta. Il CAI è uguale per tutte le assicurazioni? Sì, il modello è sostanzialmente unico e può essere usato indipendentemente dalla compagnia coinvolta. Le imprese devono continuare a metterlo a disposizione dell’assicurato. Nel 2026 esiste anche il CAI digitale? Sì, il sistema si è aperto anche a modalità digitali o su supporto durevole, pur mantenendo la piena validità del modello tradizionale. La disponibilità concreta dipende anche dalle soluzioni adottate dalla compagnia. Conclusione La constatazione amichevole resta uno strumento semplice ma decisivo. Compilare bene il modulo CAI significa mettere ordine ai fatti, prevenire contestazioni e aumentare le possibilità di una liquidazione più rapida. Hai avuto un incidente e non sai come compilare il modulo CAI o come avviare correttamente il risarcimento? Contatta Infortunistica Consulting per una prima verifica della documentazione: https://www.infortunisticaconsulting.com/contatti
- Il risarcimento danni dell'assicurazione è corretto?
E se invece scoprissi che il risarcimento che ti spetta di diritto è, diciamo due, tre volte superiore? Introduzione: Proprio come la punta di un iceberg, il risarcimento dei danni nasconde dietro di sé una serie di importanti valutazioni mediche, considerazioni medico-legali e perizie tecniche che dimostreranno alla compagnia assicurativa ciò che REALMENTE ti spetta di diritto. Il risarcimento danni è un tuo diritto: In infortunistica consulting noi lo facciamo gratuitamente, senza chiederti nulla in cambio, senza ricevere provvigioni, senza schierarci. Il nostro compenso viene liquidato a norma di legge dalle compagnie assicurative, alle quali dimostriamo in maniera profonda, molto profonda, il tuo reale danno biologico, materiale e morale, facendo sì che tu riceva ciò che ti spetta direttamente sul tuo conto corrente. Perché il risarcimento è un diritto che non deve essere ostacolato da difficoltà economiche o burocratiche, e non smetteremo mai di difenderlo. Per rimanere aggiornato sul risarcimento danni vai alla nostra pagina: News & Aggiornamenti
- Tutta la verità sul risarcimento danni da incidente stradale
Hai avuto un incidente stradale e non sai come ottenere il risarcimento? Scopri tempi, procedure e dritte per ottenere il giusto indennizzo dalla tua compagnia assicurativa. Evita fregature e ottieni il risarcimento che meriti! Quanto tempo hai per richiedere il risarcimento? La legge stabilisce che il termine per richiedere il risarcimento danni da incidente stradale è di due anni dalla data del sinistro. Tuttavia, è consigliabile presentare la richiesta il prima possibile per evitare complicazioni e facilitare l'iter burocratico. Quanto tempo ha la compagnia per risarcire il danno? Le tempistiche per il risarcimento dipendono da diversi fattori, tra cui la gravità del sinistro, la presenza o meno di un modulo CAI firmato da entrambi i conducenti e l'eventuale necessità di accertamenti medico-legali. In generale, i tempi medi per il risarcimento sono i seguenti: 30 giorni: se il sinistro ha coinvolto solo due veicoli ed è stato compilato il modulo CAI firmato da entrambi i conducenti, e non sono state subite lesioni gravi. 60 giorni: se il sinistro ha causato danni alle cose e non è stato compilato il modulo CAI, oppure se il modulo è stato firmato solo da un conducente. 90 giorni: se il sinistro ha causato lesioni alle persone. Come ottenere il risarcimento di un incidente nel minor tempo possibile? Per ottenere il risarcimento nel minor tempo possibile, è importante seguire alcuni consigli: Denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dall'incidente. Compilare accuratamente il modulo CAI, se possibile firmato da entrambi i conducenti. Fornire alla compagnia tutta la documentazione necessaria, come il verbale dei vigili urbani, le foto dei danni e le fatture delle riparazioni. In caso di lesioni, far valutare il proprio danno biologico da un medico legale. Se si ha bisogno di assistenza, rivolgersi a un professionista esperto in infortunistica stradale. Cosa fare se la compagnia assicurativa non risponde o fa un'offerta risarcitoria troppo bassa? Se la compagnia assicurativa non risponde entro i termini previsti o se l'offerta risarcitoria è troppo bassa, è possibile: Inviare un reclamo alla compagnia. Adire le vie legali, avvalersi di una struttura specializzata in Infortunistica Stradale. Ricorda: è importante non accettare mai un'offerta risarcitoria senza averla valutata attentamente. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista per tutelare i propri diritti., cerca la filiale più vicina, clicca << QUI >> In questo blog troverai altri articoli utili su: Come compilare il modulo CAI Come calcolare il danno biologico Come scegliere un patrocinatore per infortunistica stradale Se hai subito un incidente stradale e hai bisogno di aiuto per ottenere il risarcimento dei danni, non esitare a contattarci.
- Come dimostrare di avere ragione in un incidente stradale?
La perizia cinematica è il risultato di un lavoro molto complesso. parole: la ctu viene eseguita sotto impegno solenne di svolgere con onestà e imparzialità il proprio lavoro
- In due in motorino, responsabili anche i genitori
E' estesa ai genitori del conducente la responsabilità non solo per i danni causati a terzi, ma anche al passeggero terzo trasportato sul motorino. Introduzione: Da oggi, in Italia, come già nel resto d’Europa, anche i ragazzi con 16 anni d’età, benché non ancora maggiorenni, purché “patentati”, potranno viaggiare in due in moto (purché il trasportato abbia più di 5 anni). Il nostro Paese ha infatti approvato la legge di adeguamento alla normativa comunitaria , sancendo definitivamente la libertà del trasporto di passeggeri su due ruote anche per i ragazzi più giovani, che hanno, cioè, un’età compresa tra 16 e 18 anni (i maggiorenni potevano già farlo in precedenza, mentre resta esclusa la fascia 14-15 anni). Il motorino: La nuova norma si applica a tutti i mezzi che possono essere guidati dai sedicenni: un motorino, una microcar o una moto “125” (non un’autovettura, nemmeno se il ragazzo ha la licenza per la guida accompagnata, ottenibile a 17 anni, ma consente di avere a bordo solo l’adulto che funge da “istruttore”). Bisogna poi verificare che il mezzo sia realmente omologato per trasportare un passeggero: un controllo facile da eseguire attraverso la lettura del documento di circolazione (lì viene indicato il numero dei posti che, di norma, è limitato a uno soltanto sui ciclomotori più vecchi). Il codice della strada: Resta, in ultimo, l’obbligo del rispetto di tutte le norme del codice della strada, ivi compreso l’obbligo del casco, le cinture di sicurezza sulle microcar, e di stare seduti sui veicoli a due ruote utilizzando correttamente il sellino e i poggiapiedi, e badando di star bene in equilibrio. Il trasportato non può avere meno di cinque anni, e in caso di sinistro è sempre risarcito indipendentemente dalla responsabilità o meno del conducente, leggi il nostro approfondimento. La responsabilità dei genitori: In secondo luogo è necessario considerare che ora i genitori – di norma responsabili per tutti i danni causati a terzi (si pensi ai pedoni) o a cose dal figlio minorenne alla guida della moto – oggi risponderanno anche degli eventuali danni causati al passeggero, nei limiti in cui non venga risarcito dall’assicurazione. Ciò potrebbe avvenire, per esempio, nel caso in cui il mezzo non sia coperto da polizza rc auto, la polizza sia scaduta, oppure il danno superi il massimale assicurato: cosa tutt’altro che improbabile visto che si tende, per i ciclomotori, a ridurre la copertura massima con l’assicurazione, al fine di pagare di meno (visto che spesso è corrisposta dal ragazzo privo di occupazione), sebbene poi i danni derivanti dalla circolazione a due ruote siano proprio quelli più ingenti (potendo spesso portare al decesso). Non solo, se il passeggero era senza casco o il mezzo non è omologato per due posti, la compagnia può eccepire che il trasporto avveniva in modo irregolare e quindi si rivarrà sul genitore. I genitori sono anche responsabili, a livello patrimoniale, del pagamento delle multe per le contravvenzioni poste dal conducente. L’unico modo, per i genitori (o per chi ne fa le veci) di andare esenti da responsabilità è di dimostrare di non aver potuto impedire il fatto: il che non corrisponde con il fatto che il ragazzo abbia preso la moto in assenza di permesso se le chiavi erano facilmente visibili e poste alla portata di tutti. I genitori non sono responsabili, invece, a livello penale: Difatti, spiegano i nostri esperti di infortunistica stradale, il ragazzo che ha compiuto 14 anni è responsabile personalmente dei reati commessi (se ritenuto capace di intendere e volere). Così, se il terzo trasportato dovesse ferirsi o, addirittura, morire a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza o prudenza, a risponderne sarà il conducente minorenne; tuttavia il risarcimento dei danni alla famiglia del defunto saranno coperti dalla assicurazione o, in mancanza, dai genitori del conducente. Dunque, il conducente è tenuto a un obbligo di massima prudenza, altrimenti potrebbe egli stesso farne le spese. Dovrà, a tal fine, assicurarsi che i passeggeri rispettino le norme di sicurezza, indossino il casco (o le cinture sulle microcar), stiano seduti correttamente, non commettano imprudenze. Le patenti: Anche i ragazzi tra 16 e 18 anni, dunque, potranno trasportare un passeggero a bordo di uno dei veicoli guidabili a 16 anni con patenti che si possono possedere a quell’età e cioè: AM: (chi ne è titolare può guidare i ciclomotori, i quadricicli leggeri (microcar da città) e caratterizzati da una massa a vuoto che non supera i 350 chili, una velocità massima non superiore a 45 km/h e una cilindrata che non superi i 50 centimetri cubi se a benzina o con potenza fino a 4 kiloWatt se a gasolio o elettrici; veicoli a tre ruote con gli stessi limiti di cilindrata e velocità), A1: (motocicli di cilindrata massima 125, potenza massima di 11 kilo-Watt e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kilo-Watt per chilogrammo), B1: (quadricicli che non rientrano fra i leggeri). 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- Come assicurare l'appartamento in un condominio.
Quali sono le tipologie di rischio in cui la sola polizza del condominio non è sufficiente. Introduzione Cerchiamo di capire perché è importante avere l'assicurazione sulla casa anche per gli appartamenti in condominio grazie al supporto dei nostri esperti nel Risarcimento Danni Abitazioni. Assicurazione condominio: la gestione del contratto. Il primo aspetto da considerare è relativo al fatto che la gestione di tutte le tematiche di carattere amministrativo, collegate alla polizza del condominio, sono in capo all'amministratore. È l'amministratore che: provvede al pagamento annuale dei premi, qualora il condominio abbia i fondi, e che provvede a denunciare il sinistro alla compagnia, definisce inoltre la somma da assicurare, che richiede alla Compagnia l'attivazione delle diverse garanzie opzionali, che viene a conoscenza, per primo, di eventuali problemi relativi all'operatività della garanzia, che ha la copia originale del contratto. Polizza condominiale e polizza privata. Le polizze sui fabbricati hanno molte garanzie che si "sovrappongono" alla polizza della casa, costituisce pertanto una buona protezione delle mura e dei relativi impianti ma esistono alcune aree di "scopertura". I casi più noti sono relativi ai danni al fabbricato (leggi il nostro approfondimento sul risarcimento danni da infiltrazioni) da acqua condotta a seguito di rottura di beni riferibili al contenuto dell'abitazione (es. elettrodomestici e relativi flessibili) e non da tubazioni del fabbricato. Questo danno è normalmente escluso dalle polizze condominiali, mentre viene ricompreso nell'assicurazione privata. Assicurazione casa: cosa integrare. Vediamo ora le garanzie tipiche dell'assicurazione casa, che non trovano corrispondenza in un prodotto per il condominio. Il primo aspetto da considerare è la copertura di tutto ciò che non riguarda le mura, ma il contenuto degli immobili, ovvero tutto quanto esistente all'interno dei locali (mobilio, apparecchiature elettroniche, gioielli e beni personali in genere). I nostri esperti nella materia del risarcimento danni ci portano a fare una riflessione, in quanto i beni esistenti nei locali, oltre che essere valori da proteggere, possono anche costituire una fonte di rischio per danni a terzi. Immaginiamo, ad esempio, un corto circuito nella lavastoviglie, attivata sovente prima di uscire di casa per trovare il lavaggio ultimato al rientro, che può essere causa di incendio mentre l'assicurato si trova fuori dai locali. In conclusione. Per una copertura completa e per essere tutelati in caso di rischi imprevisti è importante trovare il giusto equilibrio e la giusta integrazione tra assicurazione condominio e assicurazione casa, in questo è fondamentale il supporto di Agenti Assicurativi specializzati e compenti oltre che strutturati, come l'autorevole piattaforma OnLine RiskManagement24 , la piattaforma italiana che mette in sicurezza la tua famiglia o la tua azienda in caso di necessità, grazie ad un piano assicurativo disegnato su misura. Per rimanere aggiornato sulle novità in ambito Assicurativo vai alla nostra pagina: News & Aggiornamenti
- Assicurazione obbligatoria Rc auto anche per le auto non utilizzate.
L’assicurazione per l’auto andrà pagata anche se il veicolo è fermo e non viene utilizzato. A stabilirlo è la direttiva europea in materia di Rc auto approvata dal Parlamento europeo. Rc auto obbligatoria: A stabilirlo è la direttiva europea in materia di polizze approvata dal Parlamento europeo che si allinea alle sentenze della Corte di Giustizia Ue sull’argomento. Dopo l’adozione del Consiglio Ue, gli Stati membri, avranno due anni di tempo per recepire la direttiva. Attualmente, confermano gli esperti di Infortunistica Stradale, in Italia non c’è l’obbligo di copertura assicurativa in aree private e in stato di fermo. La nuova direttiva prevede che chi tiene la vettura o un altro veicolo, come le moto, nel suo cortile, nel garage o in un terreno privato dovrà comunque pagare la polizza. La direttiva non consente neanche di sospendere una Rc auto quando non si utilizza il mezzo. Sono esclusi dall’obbligo solo quei mezzi che costituiscono un “relitto”, privi di ruote, motore o parti essenziali che non ne permettono più la circolazione, e i veicoli che sono stati regolarmente ritirati dalla circolazione. La direttiva approvata dal Parlamento Ue va a modificare la direttiva 2009/103 in materia di responsabilità civile e si allinea alle sentenze della Corte di Giustizia Ue sull’argomento. L’ultima, risalente allo scorso 29 aprile, stabilisce che devono essere assicurati tutti i veicoli conformi alle funzioni di trasporto, a prescindere se fermi o in movimento, se in area pubblica o privata. Le nuove regole non sono in vigore da subito: Bisogna prima aspettare l’adozione formale da parte del Consiglio Ue e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Dopo, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire la direttiva. Oggi in Italia le norme non impongono l’obbligo di copertura assicurativa in aree private e permettono di sospendere la polizza in caso di inutilizzo. Attenzione!!!!! In caso d’incidente è il proprietario a dover pagare i danni subiti dalla vittima. Per rimanere aggiornato vai alla nostra pagina: News & Aggiornamenti
- Danno da Incapacità Lavorativa Specifica: Come si Calcola il Risarcimento
HAI SUBITO UN INFORTUNIO E NON SAI COME OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA INCAPACITÀ LAVORATIVA SPECIFICA specifica Il danno da incapacità lavorativa specifica è il danno patrimoniale che la vittima di un infortunio subisce a causa della totale o parziale impossibilità di svolgere il proprio lavoro. : Tipo di lavoro svolto dalla vittima Entità del reddito perso Percentuale di invalidità Fattori che influenzano il risarcimento Il risarcimento è maggiore per: Lavori più remunerativi Percentuali di invalidità
- Quanto paga l'assicurazione in caso di lesioni a seguito di incidente stradale?
Non è semplice rispendere in breve, in quanto anche la stessa lesione può prevedere indennizzi diversi, dovuti alle molteplici variabili riscontrabili. Lesioni da incidente stradale, quanto viene rimborsato? Non è semplice rispendere in breve, in quanto anche la stessa lesione può prevedere indennizzi diversi, dovuti alle molteplici variabili riscontrabili. Ci limitiamo pertanto a riportare tutte le voci interessate. L'assicurazione è tenuta a risarcire: 1) Biologico permanente: ogni lesione provocata dall’incidente viene quantificata e risarcita, utilizzando le tabelle apposite. Il calcolo del danno biologico verte su due fattori: - la percentuale del danno biologico (più è alta la percentuale di invalidità e maggiore sarà il risarcimento); - l’età dell’interessato (più è alta e minore sarà il risarcimento). 2) L’invalidità temporanea: La compagnia assicurativa risarcisce la persona per ogni giorno in cui - a causa dell’incidente - non si è potuta muovere come avrebbe voluto. 3) Rimborsa inoltre le spese mediche sostenute per il processo di guarigione. Il classico colpo di frusta A titolo di mero esempio può essere citato il classico "colpo frusta", che viene valutato circa 1 o 2 punti percentuali, o la rottura di un legamento, quantificata di norma da 3 a 5 punti percentuali. Per ottenere il risarcimento delle lesioni più lievi i nostri esperti di avvertono che le stesse devono essere strumentalmente accertate ed evidenziate da un medico legale fiduciario. Difficilmente le compagnie vanno oltre il riconoscimento dei giorni di prognosi del pronto soccorso, liquidando di fatto solo una parte di Invalidità temporanea e nulla di permanente. Per capire il valore economico delle singole voci è possibile utilizzare il calcolatore dell'autorevole piattaforma Risarcimenti24 Per approfondire l'argomento visita la nostra sezione News & Aggiornamenti
- Perché rivolgersi ad un'agenzia di Infortunistica Stradale?
Infortunistica sono indispensabili in tutti quei casi in cui, a seguito di sinistri stradali o incidenti sul lavoro ottenere il congruo risarcimento del danno nel minor tempo possibile, svolgendo per l’assistito tutto il lavoro
- Incidente stradale con prognosi superiore a 40 giorni.
Lesioni personali gravi o gravissime da Incidente stradale: cosa sono? Chi causa un incidente stradale provocando lesioni gravi cosa rischia? Cosa cambia con al nuova "riforma Cartabia"? Introduzione Purtroppo i sinistri stradali sono all’ordine del giorno: sebbene le norme sulla sicurezza stiano producendo i loro frutti, le vittime e i feriti che si registrano annualmente sulle strade italiane sono ancora troppi. Per combattere questa piaga, il legislatore non soltanto ha pensato di modificare il codice della strada, inserendo regole che rendano più sicura la circolazione, ma ha anche innovato il codice penale, sanzionando più duramente le condotte di quanti, alla guida del proprio veicolo, mettono in pericolo la vita degli altri. Stiamo parlando dei reati, introdotti nel 2016, di omicidio stradale e di lesioni personali stradali. Quest’ultima fattispecie, in particolare, si applica solamente quando dall’incidente stradale derivino conseguenze importanti per la vittima, cioè quando la stessa riporti lesioni gravi o gravissime con una prognosi superiore a 40 giorni. Lesioni personali: cosa sono? Quando da un incidente stradale derivano lesioni alla vittima della condotta, può scattare il reato di lesioni personali stradali. Prima di parlare di questo delitto, però, devo necessariamente spiegarti cosa siano le lesioni personali. Per il codice penale, la lesione personale è quella dalla quale scaturisce una malattia nel corpo o nella mente. La malattia provocata dalla lesione non si riduce alla classica ferita lacero-contusa, potendo essa consistere anche in una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (si pensi ad un trauma cranico), ovvero nella malattia o incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni (frattura ad un piede), o ancora nell’indebolimento permanente di un senso o di un organo (si pensi ad un violento colpo agli occhi, dal quale segue un danno grave alla vista). In questi casi si suole parlare di lesioni personali gravi, punite con la reclusione da tre a sette anni. Secondo la giurisprudenza, il concetto di malattia richiede necessariamente i requisiti essenziali della riduzione apprezzabile di funzionalità, a cui può anche non corrispondere una lesione anatomica, e del fatto morboso in evoluzione a breve o lunga scadenza, verso un esito che potrà essere la guarigione perfetta, l’adattamento a nuove condizioni di vita oppure la morte. La Corte di Cassazione ha così ritenuto sussistenti le lesioni per difficoltà respiratorie, durate alcuni minuti, a seguito di stretta al collo e scuotimento della vittima. La lesione è gravissima, con pena fino a dodici anni, se dal fatto deriva una conseguenza insanabile, la perdita di un senso o di un arto, una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero ancora la deformazione o lo sfregio permanente del viso. Sia nel caso di lesione grave o gravissima, sia nel caso di lesione dal quale deriva una malattia non guaribile entro venti giorni (così come da prognosi medica), la persona che ha picchiato un’altra può essere denunciata da chiunque, cioè anche da soggetto diverso dalla persona offesa: trattasi infatti di delitti procedibili d’ufficio, cioè senza la necessità che sia la persona offesa a sporgere querela. Lesioni personali stradali: cosa sono? La legge dice che chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime. Se da un incidente stradale, quindi, deriva una lesione grave, cioè una malattia con prognosi superiore a 40 giorni, il responsabile del sinistro dovrà rispondere penalmente della sua condotta, anche se non ha provocato apposta l’incidente ma è stato frutto di una sua disattenzione. Incidente stradale con prognosi superiore a 40 giorni: cosa succede in caso di incidente? -In caso di incidente stradale con prognosi superiore a 40 giorni, quindi, c’è il concreto rischio che il responsabile del sinistro debba affrontare un procedimento penale per le lesioni personali stradali cagionate alla vittima. Per prognosi deve ovviamente intendersi la previsione sul decorso della malattia effettuata da un medico. Quanto appena descritto, però, non è l’unica conseguenza della condotta lesiva. Chi cagiona un incidente stradale dal quale derivi il ferimento di un’altra persona rischia non solo una seria conseguenza penale, ma anche l’applicazione delle sanzioni amministrative tipiche del codice della strada, e cioè : Il pagamento di una multa, La sospensione della patente (commisurata all’entità delle lesioni personali subite dalla vittima del sinistro stradale: da 15 giorni a tre mesi per la lesione personale colposa lieve; fino a due anni per la lesione personale colposa grave o gravissima; fino a quattro anni nel caso di omicidio colposo) o addirittura la revoca della stessa. Cosa cambia con la riforma Cartabia: Cambia la procedibilità del reato di lesioni personali stradali. Va detto che prima dell’introduzione di questa norma, avvenuta nel 2016, in casi simili trovava già applicazione l’art. 590 del Codice Penale, che prevede il reato di lesioni personali colpose, genericamente intese. Fino a pochi giorni fa, per tutte le ipotesi di reato di lesioni stradali colpose era prevista la procedibilità d’ufficio, ovvero il procedimento penale aveva inizio automaticamente, senza che fosse necessaria una querela da parte del soggetto offeso. Una circostanza davvero molto gravosa, con conseguenze il più delle volte eccessivamente punitive nei confronti del conducente del veicolo con torto. Il risultato sono stati sei anni in cui tantissimi procedimenti penali sono stati avviati laddove il perseguimento di tali fattispecie di reato non costituiva una reale necessità, esponendo il reo a conseguenze, anche economiche, del tutto ingiustificate, essendo più che sufficiente la tutela garantita al soggetto danneggiato sotto il profilo civilistico. E’ stato senz’altro anche sulla scorta di tali considerazioni che il Legislatore ha finalmente deciso di rivedere il regime di procedibilità di questo reato. Da quando si applica? Infatti, dal 1 novembre 2022, con l’approvazione del decreto legislativo che ha dato attuazione alle Legge 134 del 27 settembre 2021 (la cosiddetta “riforma Cartabia”) le lesioni stradali personali gravi o gravissime sono diventate procedibili soltanto a querela di parte, restando in vigore la procedibilità d’ufficio soltanto nel caso in cui si siano verificate delle circostanze aggravanti. Le nuove disposizioni si applicano anche se il reato è stato commesso prima dell’entrata in vigore della riforma, ma soltanto se il procedimento penale ancora non pende, allora il termine di decorrenza per proporre la querela coincide con il primo novembre 2022. Articolo a cura di: Alessandro Bozzolan Alessandro Bozzolan è un consulente senior presso Infortunistica Consulting, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di pratiche di risarcimento danni per caduta in strada e sinistri complessi. Specializzato nella tutela del danneggiato, ha aiutato centinaia di clienti a ottenere il giusto indennizzo attraverso negoziazioni stragiudiziali e perizie tecniche. Per rimanere aggiornato sulle novità del Codice della strada vai alla nostra pagina: News & Aggiornamenti
- Fondo Garanzia Vittime della Strada
Il Fondo gestito da Consap è stato istituito per il risarcimento dei danni conseguenti ad Incidenti stradali causati, nella maggior parte dei casi, da veicoli non identificati o non assicurati. Introduzione: La prima domanda che sorge parlando di risarcimento danni contro ignoti, è certamente questa: chi paga i danni? Essendo infatti il danneggiante non identificato ci si chiede chi risarcisce i danni al suo posto. Secondo i nostri esperti di Infortunistica Stradale, la riposta a questo quesito si chiama Fondo di garanzia per le vittime della strada , che è stato istituito proprio per tutelare e risarcire chiunque subisca un danno prima di tutto fisico a seguito di un sinistro stradale, laddove non c’è possibilità di ricorrere direttamente all’assicurazione del danneggiante perché ad esempio non assicurato o come nel caso di cui stiamo parlando, non identificato. Il Fondo di garanzia, di volta in volta designerà una compagnia assicuratrice che provvederà a svolgere tutte le operazioni di accertamento sul sinistro fino alla liquidazione del risarcimento danni. Quali danni vengono risarciti dal fondo vittime della strada? Il risarcimento danni contro ignoti non copre tutti i danni subiti a seguito di sinistro stradale. In particolare, i danni all’autoveicolo vengono risarciti solo in presenza di determinate condizioni. Ma andiamo con ordine. Se un pirata della strada ha causato un incidente nel quale il danneggiato ha subìto lesioni fisiche, il risarcimento potrà coprire integralmente questo tipo di danno, a prescindere dalla sua entità. Quindi si può dire che il risarcimento danni contro ignoti per le lesioni fisiche è sempre previsto. Diverso è invece il discorso relativo ai danni subìti dal veicolo. In questo caso, infatti, il risarcimento contro ignoti si potrà ottenere soltanto se dal sinistro sono derivate lesioni fisiche gravi alla persona. Ma in cosa consistono le lesioni gravi? Si parla di lesioni gravi (o non lievi) quando il danno fisico accertato compromette l’integrità psicofisica del danneggiato in misura superiore al 9% . In questi casi è previsto quindi il risarcimento contro ignoti anche in caso di danni alle cose, seppur in presenza di una franchigia di 500 euro, il che significa che il danno sarà risarcibile solo se superiore ai 500 euro e solo per la parte eccedente tale soglia. Quindi, ad esempio, in caso di danno valutato 3.000 euro, sarà risarcita solo la parte superiore a 500 euro, vale a dire 2.500 euro. Per rimanere sempre aggiornato vai alla nostra pagina: News & Aggiornamenti












