Risarcimento incidenti per auto storiche: come ottenere il giusto valore
- 1 ago
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In caso di incidente senza colpa, può accadere che la compagnia assicurativa valuti un’auto datata utilizzando i normali listini dell’usato, come Eurotax.
Il risultato può essere un’offerta molto bassa, perché il veicolo viene considerato semplicemente “vecchio” oppure perché la riparazione viene definita antieconomica.
Il problema è che un’auto storica, restaurata o da collezione può avere un valore molto diverso da quello di una normale vettura usata.
Il punto fondamentale sul risarcimento incidenti per auto storiche
Se un’auto non compare nei listini tradizionali, non significa che non abbia valore.
Il valore reale prima dell’incidente deve essere ricostruito considerando:
quotazioni dedicate alle auto storiche;
condizioni del mezzo prima del sinistro;
originalità e rarità del modello;
fatture di restauro e manutenzione;
fotografie precedenti;
annunci di vetture realmente confrontabili;
risultati di vendite o aste;
perizia tecnica indipendente.
Più la documentazione è completa, più sarà difficile per l’assicurazione trattare il veicolo come un’auto vecchia da poche centinaia di euro.
Come si calcola il valore di un’auto storica
I normali listini dell’usato non sempre distinguono un esemplare restaurato da uno da riparare, una versione base da una serie rara oppure un’auto originale da una profondamente modificata.
Per questo bisogna guardare al mercato collezionistico.
Gli annunci possono essere utili, ma devono riguardare auto dello stesso modello, versione, motore e condizioni. Il prezzo richiesto dal venditore, inoltre, non coincide sempre con quello realmente pagato.
Quando disponibili, i risultati delle aste e delle vendite concluse sono spesso più indicativi.
Il CRS dimostra quanto vale l’auto?
Il Certificato di Rilevanza Storica, conosciuto come CRS, è un documento molto importante perché certifica l’interesse storico del veicolo e tiene conto di anzianità, originalità e stato di conservazione.
Non contiene però una quotazione economica. Il valore dell’auto deve quindi essere dimostrato anche attraverso il mercato, le sue condizioni e una perizia. Questa conclusione deriva dalla funzione attribuita al CRS, utilizzato principalmente per certificazione, circolazione e aspetti fiscali.
Anche un veicolo senza CRS può avere un valore collezionistico, ma serviranno più elementi per provarlo.
Le fatture del restauro vengono rimborsate?
Non automaticamente.
Aver speso 15.000 euro per restaurare un’auto non significa necessariamente che il suo valore sia aumentato della stessa cifra.
Le fatture sono comunque fondamentali perché dimostrano:
quali lavori sono stati eseguiti;
quali ricambi sono stati utilizzati;
lo stato della carrozzeria e della meccanica;
la cura dedicata al veicolo prima dell’incidente.
Il valore finale dipende sempre dal modello, dalla rarità, dall’originalità e dalla richiesta del mercato.
Perché serve una perizia indipendente
Una perizia eseguita da un esperto di auto storiche è spesso lo strumento più efficace per dimostrare:
il valore del veicolo prima del sinistro;
il costo corretto della riparazione;
le lavorazioni particolari necessarie;
l’eventuale valore residuo del relitto;
la possibile perdita di valore dopo i lavori.
La riparazione di un’auto storica può infatti richiedere ricambi non più prodotti, lavorazioni artigianali e manodopera specializzata. Un normale preventivo basato sui tempi di una vettura moderna potrebbe quindi non essere adeguato.
La riparazione può costare più del valore indicato nei listini?
Sì, ma bisogna fare un confronto corretto.
La riparazione può essere riconosciuta anche quando supera la quotazione riportata dai listini standard, purché si dimostri il reale valore dell’auto, la correttezza del preventivo e il fatto che i lavori non producano un ingiustificato aumento di valore.
La Cassazione ha chiarito che l’eccessiva onerosità non può essere valutata soltanto confrontando il costo dei lavori con il valore commerciale del mezzo. Bisogna verificare anche se la riparazione comporti un arricchimento ingiustificato per il proprietario.
Se, ad esempio, un’auto storica vale realmente 20.000 euro e la riparazione ne costa 8.000, non può essere considerata antieconomica soltanto perché un listino generico attribuisce al mezzo un valore di 2.000 euro.
Ogni caso deve però essere valutato singolarmente.
L’assicurazione può obbligare a rottamare l’auto?
No. La decisione di conservare, riparare o demolire il veicolo spetta al proprietario.
La compagnia può però contestare una riparazione ritenuta troppo costosa e proporre un risarcimento basato sul valore dell’auto prima dell’incidente.
Prima di accettare è quindi necessario controllare che il valore utilizzato sia corretto e che tenga conto del mercato delle auto storiche.
Auto distrutta e valore del relitto
Se il veicolo non può essere riparato, il risarcimento deve partire dal valore che aveva immediatamente prima dell’incidente.
Da questa somma può essere detratto il valore residuo del relitto, ma soltanto quando si tratta di un valore concreto e realmente ottenibile.
Se l’assicurazione attribuisce al relitto una cifra elevata, deve essere possibile capire come sia stata calcolata e se esista davvero un soggetto disposto ad acquistarlo a quel prezzo.
Perdita di valore dopo la riparazione
Anche una riparazione eseguita bene può ridurre il valore di un’auto storica.
Questo può accadere soprattutto quando il sinistro ha interessato il telaio, la scocca o componenti originali difficili da sostituire.
La perdita di valore non è automatica. Deve essere dimostrata attraverso una perizia che confronti il valore del veicolo prima dell’incidente con quello successivo alla riparazione.

Cosa fare subito dopo l’incidente
Prima di iniziare i lavori è importante:
fotografare l’auto e tutti i danni;
recuperare foto e video precedenti al sinistro;
conservare fatture, CRS e documenti dei restauri;
permettere al perito della compagnia di visionare il mezzo;
richiedere un preventivo dettagliato a un restauratore o carrozziere specializzato;
non eliminare subito i componenti danneggiati;
non firmare una quietanza definitiva senza aver controllato l’offerta.
Riparare immediatamente l’auto senza documentare i danni potrebbe rendere più difficile dimostrare quanto realmente accaduto.
Domande frequenti sul risarcimento delle auto storiche
La mia auto non compare su Eurotax: significa che non vale nulla?
No. Significa soltanto che quel listino non è adatto. Il valore può essere dimostrato attraverso quotazioni specializzate, annunci confrontabili, vendite concluse e una perizia.
Senza CRS posso chiedere il valore collezionistico?
Sì. Sarà però necessario dimostrare con maggiore precisione le condizioni, l’originalità e il valore di mercato dell’auto.
Le fatture del restauro vengono rimborsate integralmente?
Non automaticamente. Servono a provare i lavori eseguiti e le condizioni del mezzo, ma il risarcimento resta collegato al suo valore reale prima dell’incidente.
Posso riparare l’auto se l’assicurazione parla di danno antieconomico?
Sì, ma bisogna dimostrare il valore reale del veicolo, la correttezza del preventivo e l’assenza di un ingiustificato aumento di valore.
Posso chiedere anche il deprezzamento?
Sì, quando l’incidente e la successiva riparazione riducono realmente il valore storico o collezionistico dell’auto. Il danno deve essere provato con una perizia.
L’assicurazione può obbligarmi a rottamare?
No. La decisione spetta al proprietario, anche se la compagnia può contestare un costo di riparazione ritenuto eccessivo.
Hai subito un incidente con un’auto storica?
Non accettare una valutazione basata soltanto sull’età del veicolo o su un listino che non considera il mercato collezionistico.
Infortunistica Consulting può verificare il valore reale dell’auto, analizzare il preventivo di riparazione, valutare l’eventuale deprezzamento e contestare un’offerta assicurativa troppo bassa.
L’obiettivo è evitare che un’auto storica conservata o restaurata con cura venga trattata come un semplice veicolo vecchio e privo di valore.
A cura di Alessandro Bozzolan: Consulente senior di Infortunistica Consulting, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione dei sinistri e delle problematiche assicurative.




