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Auto storiche e auto d’epoca: differenze, regole e passione

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Auto storiche e d'epoca: viaggio nel tempo tra passione e investimento. Scopri differenze, requisiti, benefici e i modelli iconici che hanno fatto la storia dell'automobilismo.

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Ci sono automobili che servono semplicemente per spostarsi e altre che, appena le guardi, riescono a riportarti indietro nel tempo.

Una Fiat 500, un’Alfa Romeo Spider Duetto, una Lancia Fulvia Coupé o una Porsche 911 non sono soltanto vecchie automobili. Raccontano un periodo, un modo di viaggiare e una storia fatta di design, motori e passione.

Quando si parla di auto storiche e auto d’epoca, però, è facile fare confusione. I due termini vengono spesso usati come se fossero la stessa cosa, ma per la legge italiana indicano due categorie molto diverse.

Vediamo allora cosa cambia davvero, quali requisiti servono e cosa bisogna sapere prima di acquistare una vettura del passato.


Qual è la differenza tra auto storiche e auto d’epoca?

La differenza principale riguarda la possibilità di circolare normalmente su strada.

Un’auto storica, definita più correttamente come veicolo di interesse storico e collezionistico, resta iscritta al PRA, conserva la propria targa e può circolare se è in regola con revisione, assicurazione e requisiti tecnici.

Un’auto d’epoca, invece, viene cancellata dal PRA ed è destinata soprattutto alla conservazione in musei, collezioni o locali privati. Non può essere utilizzata normalmente su strada e può circolare soltanto durante manifestazioni o raduni autorizzati, con documenti e targa provvisori.

Caratteristica

Auto storica

Auto d’epoca

Iscrizione al PRA

No

Circolazione ordinaria

Consentita, se in regola

Non consentita

Età minima

Almeno 20 anni per il riconoscimento storico

Non dipende soltanto dall’età

Certificazione

Certificato di Rilevanza Storica

Iscrizione nell’apposito elenco

Revisione

Generalmente ogni due anni

Regole specifiche per le manifestazioni

Utilizzo principale

Strada, raduni e collezionismo

Conservazione ed esposizione

Quando un’auto diventa storica?

Avere venti o trent’anni non rende automaticamente un’automobile storica.

Per ottenere il riconoscimento come veicolo di interesse storico e collezionistico, l’auto deve avere almeno vent’anni, conservare caratteristiche compatibili con quelle originali ed essere iscritta in uno dei registri riconosciuti dalla legge.

Tra questi troviamo:

  • Automotoclub Storico Italiano, conosciuto come ASI;

  • Registro Storico Lancia;

  • Registro Italiano Fiat;

  • Registro Italiano Alfa Romeo;

  • Registro Storico FMI per i motoveicoli.

Il documento più importante è il Certificato di Rilevanza Storica, chiamato spesso CRS. Il certificato riporta la data di costruzione del veicolo e le sue principali caratteristiche tecniche.

È quindi importante distinguere tra un’auto semplicemente vecchia e una vettura riconosciuta ufficialmente come storica.


Un’auto con più di 30 anni è automaticamente d’epoca?

No.

Il superamento dei trent’anni può dare diritto ad alcuni benefici fiscali, ma non trasforma automaticamente il veicolo in un’auto d’epoca.

Una vettura ultratrentennale può continuare a essere regolarmente iscritta al PRA, assicurata e utilizzata su strada. In questo caso rimane un’auto normale oppure, se possiede i requisiti e la certificazione, un’auto di interesse storico e collezionistico.

La definizione di auto d’epoca dipende dalla sua cancellazione dal PRA e dalla destinazione alla conservazione, non soltanto dall’anno di costruzione.


Quali vantaggi hanno le auto storiche?

Possedere un’auto storica può portare alcuni vantaggi economici, ma è bene non considerarli automatici. Bollo, assicurazione e possibilità di circolare dipendono dall’età del veicolo, dalla certificazione e, in alcuni casi, dalla Regione di residenza.


Bollo delle auto storiche

In base alla normativa nazionale, i veicoli con almeno trent’anni non utilizzati per attività professionali sono esenti dalla normale tassa automobilistica.

Quando il veicolo viene utilizzato su strade pubbliche può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria. Importi e modalità possono cambiare da una Regione all’altra.

Le auto con un’età compresa tra venti e ventinove anni possono ottenere una riduzione del 50% del bollo se possiedono il Certificato di Rilevanza Storica e il riconoscimento è stato riportato sulla carta di circolazione. Anche in questo caso bisogna controllare le eventuali regole regionali.


IPT ridotta

Per il passaggio di proprietà dei veicoli ultratrentennali è prevista un’Imposta Provinciale di Trascrizione ridotta.

L’importo previsto a livello nazionale è di 51,65 euro per gli autoveicoli e di 25,82 euro per i motoveicoli. L’agevolazione deve essere richiesta al momento della presentazione della pratica al PRA.


Assicurazione agevolata

Molte compagnie propongono polizze dedicate alle auto storiche con premi più contenuti rispetto a quelli applicati alle vetture moderne.

Non si tratta però di uno sconto previsto automaticamente dalla legge. Ogni compagnia può stabilire condizioni diverse, come l’età del proprietario, l’iscrizione a un club, il numero di conducenti o l’utilizzo limitato del veicolo.

Prima di firmare è quindi importante leggere bene le condizioni, soprattutto per capire chi può guidare l’auto e quando la copertura assicurativa è valida.


Revisione ogni due anni

Le auto di interesse storico e collezionistico devono essere sottoposte a revisione periodica. In linea generale, la revisione deve essere effettuata ogni due anni, verificando sempre le indicazioni riportate sui documenti del veicolo.


Le auto storiche possono circolare liberamente?

Le auto storiche possono circolare su strada se sono immatricolate, assicurate, revisionate e tecnicamente in regola.

Questo non significa, però, che possano entrare sempre e ovunque. Le Regioni e i Comuni possono introdurre limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti, con regole diverse per le auto munite di Certificato di Rilevanza Storica.

Per questo motivo è sempre consigliabile controllare le ordinanze del proprio Comune e le disposizioni regionali prima di utilizzare l’auto.

In questo punto dell’articolo è utile inserire un collegamento interno all’approfondimento “Auto storiche in Veneto: cosa cambia davvero per i blocchi della circolazione”.


Infografica esplicativa sulle differenze tra auto storiche e d'epoca, requisiti, certificazione ASI e consigli d'investimento.

Auto storica come investimento: conviene davvero?

Un’auto storica può aumentare di valore, ma non è detto che succeda.

I modelli rari, originali, ben conservati e accompagnati da una storia documentata hanno maggiori possibilità di mantenere o aumentare il proprio valore. Al contrario, un veicolo molto modificato, restaurato male o difficile da mantenere potrebbe diventare soltanto una spesa.


Prima di considerare un’auto storica come investimento bisogna valutare:

  • rarità del modello;

  • condizioni della carrozzeria e del motore;

  • originalità dei componenti;

  • numero di esemplari prodotti;

  • documentazione disponibile;

  • costi di manutenzione;

  • disponibilità dei ricambi;

  • interesse del mercato.


Bisogna inoltre considerare assicurazione, rimessaggio, manutenzione, restauri e possibili interventi imprevisti.

Il consiglio più semplice è acquistare prima di tutto un’auto che piace davvero. Se nel tempo aumenterà anche di valore, sarà un vantaggio in più.


Quali sono le auto storiche più amate?

Il mondo delle auto storiche è molto ampio e comprende vetture completamente diverse tra loro.

Tra i modelli italiani più conosciuti troviamo la Fiat 500, l’Alfa Romeo Spider Duetto, la Lancia Fulvia Coupé, la Fiat 124 Spider e numerose versioni storiche di Ferrari, Maserati e Lamborghini.

Tra le straniere continuano ad avere grande fascino la Porsche 911, la Volkswagen Maggiolino, la Citroën 2CV, la Mercedes SL e alcune sportive inglesi come MG, Triumph e Jaguar.

Non sempre, però, il modello più famoso è anche quello più adatto da acquistare. Una vettura meno prestigiosa ma ben conservata può regalare molte più soddisfazioni di un modello importante che necessita di continui lavori.


Cosa controllare prima di acquistare un’auto storica

L’acquisto non dovrebbe mai essere fatto soltanto sulla base delle fotografie o dell’entusiasmo del momento.

La prima cosa da controllare è la documentazione. Numero di telaio, targa, carta di circolazione e passaggi di proprietà devono essere coerenti.

Bisogna poi verificare la presenza di ruggine, le condizioni della carrozzeria, del telaio, del motore, del cambio, dell’impianto elettrico e degli interni.

È altrettanto importante capire se i componenti sono originali o se l’auto è stata modificata nel corso degli anni. Modifiche importanti possono rendere più difficile ottenere il Certificato di Rilevanza Storica e possono ridurre il valore collezionistico.

Prima dell’acquisto può essere utile far controllare il veicolo da un meccanico o da un esperto che conosca bene quel modello. Una verifica fatta prima può evitare spese molto più pesanti dopo.


Passione, storia e piacere di guida

Possedere un’auto storica significa prendersi cura di un pezzo della storia dell’automobilismo.

Non è soltanto una questione di valore economico. È il piacere di guidare senza troppi filtri elettronici, di sentire il motore, di partecipare a un raduno e di incontrare persone che condividono la stessa passione.

Serve attenzione, perché queste vetture richiedono più cura rispetto alle auto moderne. Ma per un vero appassionato anche la manutenzione e la ricerca di un ricambio fanno parte del viaggio.


Domande frequenti sulle auto storiche e auto d’epoca

Quando un’auto può essere considerata storica?

Un veicolo può ottenere il riconoscimento storico quando ha almeno vent’anni, conserva caratteristiche compatibili con quelle originali ed è iscritto in uno dei registri riconosciuti dalla legge.

Un’auto di 30 anni è automaticamente d’epoca?

No. L’età non basta. Un’auto d’epoca è cancellata dal PRA e destinata alla conservazione in musei, collezioni o locali privati.

Un’auto d’epoca può circolare su strada?

Non normalmente. Può circolare soltanto in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati e con i documenti provvisori previsti.

Le auto storiche pagano il bollo?

Le auto con almeno trent’anni sono generalmente esenti dalla tassa di proprietà, salvo le regole sulla tassa di circolazione. Per quelle tra venti e ventinove anni può essere prevista una riduzione del 50% con CRS annotato sulla carta di circolazione. Le disposizioni regionali devono essere sempre controllate.

L’iscrizione ASI è obbligatoria?

L’ASI è uno dei registri riconosciuti, ma non è l’unico. Il riconoscimento può essere rilasciato anche dagli altri registri indicati dall’articolo 60 del Codice della strada.

Posso usare tutti i giorni un’auto storica?

In linea generale sì, se il veicolo è regolarmente immatricolato, assicurato, revisionato e non è soggetto a limitazioni locali. Bisogna però controllare anche le condizioni previste dalla propria polizza assicurativa.

Comprare un’auto storica è sempre un buon investimento?

No. Il valore dipende dal modello, dalla rarità, dall’originalità, dalle condizioni e dalla domanda del mercato. Anche i costi di manutenzione e conservazione devono essere considerati.



A cura di Alessandro Bozzolan - Consulente senior di Infortunistica Consulting, con oltre 15 anni di esperienza.

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