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La responsabilità da insidie stradali


Cadi a terra a causa della presenza di una buca o di lavori sul manto stradale o per le radici di un albero o per un tombino rotto: ecco cosa devi fare quando diventi vittima di insidia stradale.

Infortunistica Consulting :Danno da insidia stradale Se a causa di una grata divelta delle fogne, di una buca, di un dislivello, di un tombino o di qualunque altro pericolo presente sul suolo pubblico hai subìto dei danni, magari perché cadendo a terra ti sei fatto male e, neanche a farlo a posta, hai rotto (ad esempio) anche la bicicletta con cui camminavi, hai il diritto di richiedere all’ente che è proprietario e che gestisce quella strada il risarcimento.

Questo perché sono danni derivanti da una insidia stradale che, se volessimo descrivere, potremmo definire come quel pericolo occulto che si trova sul suolo pubblico e che causa un danno, per la sua invisibilità ed imprevedibilità.

Quindi, ad esempio: un incidente di auto causato dalla presenza di liquido o pietrisco sulla autostrada; una caduta a causa di una non visibile lastra di ghiaccio sul terreno; un tonfo determinato da un dislivello presente sul marciapiedi; uno scivolone su di un sampietrino rotto; lo slogamento di una caviglia a causa di un tombino lasciato aperto; la caduta dalle scale pubbliche a causa di presenza di liquido ecc.

Occorre fare attenzione: infatti, perché possa nascere il relativo diritto di risarcimento da quel fatto è necessario che l’insidia sia imprevedibile ed inevitabile.

Secondo InfortunisticaConsulting, più precisamente, si intende per:

a)imprevedibile, qualcosa di inaspettato e non immaginabile da parte della vittima mediante l’uso della ordinaria diligenza. Ad esempio, un pezzo di guardrail sulla carreggiata della autostrada è una cosa inaspettata. La presenza di liquido sul manto stradale non lo è se hai visto poco prima che il mezzo che ci passava perdeva liquidi.

Ed, ancora, la presenza di un cerbiatto sulla strada a scorrimento veloce è un fatto inaspettato e può esistere una responsabilità (o corresponsabilità, nei casi di incidenti causati da fauna selvatica, con la Regione o la Provincia) dell’ente che la gestisce per non aver segnalato il possibile evento.

Non così, però, se su quella via esiste adeguata segnaletica che avvisa della possibile presenza sulla carreggiata di animali selvatici.

E non mancano esempi di storie vere in cui i giudici hanno ritenuto colpevole la condotta della vittima nonostante la presenza dell’insidia stradale (e, quindi, la potenziale responsabilità dell’ente di gestione). Questo è accaduto, al termine di un processo, ad un cittadino il quale, in situazione di assoluta oscurità, aveva accettato il rischio di percorrere una via che sapeva essere caratterizzata dalla presenza di diversi massi.

La sua fortuna è stata che, nel caso di specie, i giudici accertavano anche l’esistenza di una corresponsabilità dell’ente, il quale ha, quindi, dovuto pagare parzialmente il danno;

b)inevitabile, qualcosa di impossibile da schivare. Ad esempio, l’esistenza di una buca, magari dietro ad una curva, è nella generalità dei casi imprevedibile ma anche inevitabile, se non è stata segnalata in tempo o se non è tanto evidente.

Non è inevitabile né imprevedibile, però, per quella persona che, magari, abita nelle immediate vicinanze di quel luogo e che, quindi, è a conoscenza della sua presenza. O, quanto meno, dovrebbe conoscerne l’esistenza con l’uso dell’ordinaria diligenza e, quindi, evitarla.

Nella storia giudiziaria, ad esempio, è capitato che il giudice abbia rigettato la richiesta di risarcimento del danno, perché in corso di causa era stato dimostrato che le condizioni del manto stradale e, quindi, del trabocchetto, erano noti al danneggiato.

E che, nonostante ciò, questi non lo aveva evitato, dimostrando di non aver usato una adeguata diligenza.

In conclusione, per capire quando la legge riconosce la presenza di una insidia, devi analizzare se nel fatto verificatosi coesistono due elementi: quello soggettivo della non prevedibilità del trabocchetto (la vittima, usando la normale diligenza, non avrebbe mai potuto prevedere l’esistenza di quel pericolo) e quello oggettivo della non visibilità del pericolo.

In caso contrario, infatti, se si agisce in giudizio, si rischia o di perdere il diritto al risarcimento dei danni o, nei casi più fortunati, di vedersi ridotto il relativo importo, a causa del concorso di colpa della vittima dell’insidia rispetto alla responsabilità dell’ente gestore della strada.

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