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Incidente stradale, che risarcimento vi spetta?

Tutti i tipi di risarcimento in caso di incidenti stradali e non: i danni patrimoniali e non patrimoniali, il danno morale e il danno biologico.

Introduzione

In questo articolo i nostri esperti di infortunistica stradale, specializzati nel risarcimento danni da incidente stradale, tentando di semplificare l’argomento, con la doverosa premessa che ogni caso ha le sue particolarità che meriterebbero apposita valutazione, cercano di elencare quali sono i danni che, di solito, paga l’assicurazione.


Quali sono i danni risarciti dall’assicurazione?

Iniziamo col dire che i danni sono di due tipi:

  1. danni patrimoniali;

  2. danni non patrimoniali.

Il danno patrimoniale si distingue a sua volta in due categorie:

  1. danno emergente: le spese sostenute;

  2. lucro cessante: la perdita di guadagni derivante dalla sospensione del lavoro per via dell’infortunio.

Il danno non patrimoniale si compone a sua volta nelle seguenti categorie:

  1. danno morale: è la sofferenza interiore patita a seguito dell’infortunio, il più delle volte rappresentata dal dolore fisico e/o psicologico;

  2. danno biologico: è la perdita di funzionalità di uno o più organi, che può essere permanente (ad esempio una spalla rotta che impedisca di articolare bene il braccio anche per il futuro) o momentanea (ad esempio una gamba ingessata);

  3. danno esistenziale: è il danno alla vita di relazione. Consiste nell’alterazione delle abitudini e degli assetti relazionali propri dell’individuo all’interno e all’esterno del nucleo familiare; può derivare, ad esempio, dalla perdita di funzionalità di un organo riproduttivo, da una vistosa cicatrice sul volto, ecc.;

  4. danno tanatologico: è la sofferenza patita dalla vittima prima di morire e quindi consistente nella consapevolezza del travaglio imminente. Non spetta quindi quando la vittima “muore sul colpo”.

In queste generiche definizioni rientrano tutte le voci di danno subite dalla vittima.

Le analizzeremo, qui di seguito, in termini molto pratici.


Riparazione del veicolo danneggiato

Si tratta chiaramente di un danno patrimoniale e, in particolare, di un «danno emergente».

A tal fine è sufficiente un preventivo della carrozzeria di fiducia.

Per quantificare i danni al veicolo, l’assicurazione lo fa periziare a un tecnico di propria fiducia.

Quando l’auto è da rottamare o è già stata rottamata, la perizia può essere fatta anche con le fotografie.

Quando il danno è particolarmente elevato, il valore del risarcimento non può superare il valore di mercato del veicolo.

Così, ad esempio, se per fare riparare l’auto danneggiata ci vogliono 6mila euro ma il valore del mezzo è di 4mila euro, l’assicurazione non andrà oltre tale cifra.


Mancato guadagno

Chi, a causa dell’incidente, non può lavorare e perciò perde affari o comunque vede contrarsi il proprio reddito ha diritto al risarcimento del cosiddetto lucro cessante.

La prova è molto complessa, non bastando il raffronto con i redditi dell’anno precedente. Bisogna dimostrare che erano in corso specifiche attività che avrebbero comportato verosimilmente determinati ricavi.


Le spese mediche sostenute

Un’altra componente del danno patrimoniale emergente è costituita dalle spese mediche come farmaci, visite specialistiche private, diagnostica, riabilitazione e tutto quello previsto nel percorso di cura.


Risarcimento del danno Morale

Il "dolore" psicologico rientra nel danno non patrimoniale e, in particolare, in quello morale.

La quantificazione del danno morale è quella più difficile perché non esistono tabelle o criteri matematici:

è il giudice che determina l’ammontare del risarcimento secondo “equità”, ossia in base a quanto gli sembra giusto nel caso concreto.

Il danno morale è chiaramente tanto più alto quanto più è elevato il danno biologico.


Degenza, ingessature, perdita o riduzione di funzionalità

Ogni invalidità fisica viene risarcita.

È il cosiddetto danno biologico che rientra nel danno non patrimoniale.

Il risarcimento viene calibrato in base al tipo di invalidità.

Esistono infatti:

  1. invalidità totali o parziali: le prime sono quelle che riguardano tutto il corpo mentre le seconde solo una parte;

  2. invalidità definitive o temporanee: le prime comportano per sempre una riduzione o una perdita di funzionalità di uno o più organi; le seconde solo per un tempo limitato.

Il danno biologico viene calcolato tenendo conto di tabelle che vengono regolarmente aggiornate.

Un medico legale esegue una visita al danneggiato assegnandogli una percentuale di invalidità la quale, combinata con l’età della vittima, porta all’ammontare del risarcimento.

Chiaramente più è giovane la vittima, maggiore sarà il risarcimento.

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