Incidente con pedone

Aggiornamento: 24 nov

In caso di incidente stradale con pedone investito, la legge presume che il responsabile sia il conducente del veicolo investitore.

Pedone investito fuori dalle strisce.

Il pedone aveva gli auricolari nelle orecchie e stava guardando il cellulare.

Il pedone era completamente distratto quando è sceso dal marciapiede e ha iniziato ad attraversare la strada.

Il pedone non si è curato di guardare a destra e sinistra per accertarsi che non passassero auto.

In queste circostanze, al verificarsi di un incidente che vede il pedone investito, si sarebbe portati a pensare che l'automobilista non abbia alcuna responsabilità.


Non sono dello stesso parere i nostri esperti di Infortunistica Stradale, secondo i quali chi investe una persona si presume colpevole fino a prova contraria.

Una situazione purtroppo molto frequente è quella che vede un pedone coinvolto in un sinistro stradale in quanto urtato o travolto da un automezzo.

In questa situazione normalmente per il conducente dell'automezzo è molto difficile dimostrare di essere esente da colpe e per questo motivo la responsabilità per i sinistri viene sostanzialmente sempre addossata al conducente.


Il danneggiato dovrà quindi richiedere il risarcimento del danno al conducente e alla Compagnia assicuratrice del mezzo.

Vi sono però alcune situazioni in cui il risarcimento al pedone può essere diminuito perché si ritiene che anche il suo comportamento imprudente abbia contribuito al verificarsi dell'incidente.


Chi di voi ha ragione?

Sul punto è intervenuta, di recente, una sentenza della Cassazione (Cass. sent. n. 30388/17 del 19.12.2017.) a chiarire – spiega Infortunistica Consulting – come si stabiliscono le regole sulla responsabilità in caso di investimento di un pedone e qual è la sanzione per chi investe una persona, seppur colpevole.

La regola da cui partire è questa:

chi investe una persona si presume colpevole salvo prova contraria.

La prova contraria però non può consistere nella semplice condotta colpevole del pedone.

Anche se quest’ultimo, infatti, contravviene alle norme del codice della strada (ad esempio, perché attraversa a semaforo rosso o fuori dalle strisce) o a quelle che gli impongono un comportamento diligente in presenza di una situazione di pericolo (come l’attraversamento della pubblica via di notte e con la strada poco illuminata) non è detto che non debba essere integralmente risarcito.


Cosa deve fare l'automobilista?

L’automobilista che vuol evitare la condanna deve allora dimostrare due circostanze:

  1. - aver rispettato il codice della strada (ad esempio, non essere stato distratto dal cellulare, non aver superato i limiti di velocità, ecc.);

  2. - aver fatto di tutto per evitare il pedone, anche ricorrendo a manovre di emergenza (quindi adeguando la propria velocità non solo ai limiti ma anche alla particolare condizione della strada e dell’orario dell’attraversamento)

Insomma, il conducente è responsabile anche quando il pedone è stato imprudente o ha violato la legge; mentre non è responsabile se dimostra che, nonostante la sua condotta massimamente prudente, l’investimento era comunque inevitabile.

La condotta del pedone investito deve porsi quindi come assolutamente imprevedibile e inevitabile.

Tornando all’esempio dal quale siamo partiti:

  1. Il pedone investito che attraversa fuori dalle strisce ha diritto ad essere risarcito integralmente, senza potersi invocare il concorso di colpa,

  2. Stesso discorso per quello che scende dal marciapiede senza guardare il traffico se, comunque, la sua condotta era prevedibile perché la sua presenza ai bordi della strada era già palese,

  3. Diverso il discorso se il pedone sbuca all’improvviso perché nascosto dalla vegetazione e l’automobilista era a pochi metri da lui, per cui, pur andando a velocità modesta, la frenata non è stata sufficiente a impedire l’investimento.

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