Atto di correntezza assicurazione: cos’è, quando interviene e come tutelarsi davvero
- 2 giorni fa
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Quando una compagnia decide di liquidare un importo senza riconoscere formalmente una responsabilità e senza ammettere che il pagamento sia “dovuto” in base alla polizza, spesso siamo davanti a un atto di correntezza (o pagamento ex gratia). È una pratica frequente soprattutto in RC Auto e polizze danni, ma può creare fraintendimenti: molti assicurati credono di aver ottenuto un vero risarcimento, mentre la compagnia sta chiudendo la pratica “in via commerciale”.
In questa guida di Infortunistica Consulting vediamo cos’è, perché viene proposto, quali rischi nasconde (in particolare con la quietanza liberatoria) e come massimizzare la tutela del danneggiato.

Cos’è l’atto di correntezza (pagamento ex gratia) in ambito assicurativo
L’atto di correntezza è un pagamento che la compagnia effettua per ragioni di opportunità (commerciali o di gestione del reclamo) senza ammettere un obbligo contrattuale o una colpa accertata.
In pratica, l’assicurazione paga “senza riconoscimento”, pur sapendo che un contenzioso potrebbe costare tempo e denaro, oppure perché la situazione è incerta e preferisce chiudere rapidamente. Questo è coerente con la natura del contratto assicurativo, che normalmente obbliga l’assicuratore a indennizzare entro i limiti pattuiti quando ricorrono i presupposti di polizza.
Perché le compagnie propongono un atto di correntezza assicurazione
Le motivazioni più comuni sono:
Esclusioni o “zone grigie” di polizza: l’impresa ritiene che l’indennizzo non sia dovuto, oppure che la clausola sia interpretabile.
Prove non schiaccianti: dinamica incerta, testimonianze contraddittorie, accertamenti incompleti.
Riduzione del rischio reclami/IVASS e contenziosi: per importi relativamente contenuti può convenire “chiudere” subito.
Logica commerciale: clienti storici, più polizze attive, o esigenza di preservare il rapporto.
Online questo tipo di pagamento viene quasi sempre descritto come “ex gratia”, cioè non dovuto ma offerto per opportunità.
Quando interviene: i casi più frequenti
È più probabile ricevere un’offerta ex gratia/di correntezza in scenari come:
Responsabilità incerta (tamponamenti multipli, concorso di colpa, aree private).
Danni da infiltrazioni o eventi naturali con perizie non univoche sull’origine.
Contestazioni procedurali (es. tempi di denuncia) dove la compagnia potrebbe opporre decadenze ma sceglie una via “bonaria”.
Danni parzialmente riconducibili a copertura e parzialmente esclusi (es. vetustà/usura, manutenzione carente contestata, franchigie e scoperti).
Atto di correntezza assicurazione vs risarcimento dovuto: differenze vere
Aspetto | Atto di correntezza (ex gratia) | Risarcimento/Indennizzo dovuto |
Riconoscimento responsabilità | ❌ No | ✅ Sì (espresso o implicito) |
Obbligo contrattuale | ❌ No (scelta commerciale) | ✅ Sì (polizza/legge) |
Trattativa | Spesso “a cifra tonda” | Basata su perizia/parametri |
Prescrizione | ⚠️ Non sempre interrompe i termini | ✅ Tipicamente collegato a riconoscimento/gestione formale |
Documento finale | Quasi sempre liberatoria “a saldo” | Liquidazione + quietanza coerente con risarcimento |
Nota importante: i “diritti derivanti dal contratto di assicurazione” hanno termini di prescrizione specifici (es. art. 2952 c.c. per varie fattispecie). Proprio per questo non va mai lasciato correre il tempo mentre si valuta un’offerta “di correntezza”.
Prescrizione: perché l’ex gratia può essere una trappola (se perdi tempo)
Atto di correntezza e termini: non dare per scontato l’effetto “interruttivo”
Un errore comune è pensare: “Mi hanno pagato qualcosa, quindi la pratica è riconosciuta e i termini sono al sicuro”.
In realtà, un pagamento ex gratia nasce proprio come pagamento senza ammissione: a seconda di come è formulata l’offerta e di cosa firmi, potresti non ottenere quell’effetto “protettivo” che molti danno per scontato. Per questo è essenziale impostare la pratica con una strategia corretta e documentata, soprattutto se sei vicino a scadenze rilevanti.
Il punto più pericoloso: quietanza liberatoria “a saldo e stralcio”
Quasi sempre, l’atto di correntezza viene subordinato alla firma di una quietanza liberatoria (accettazione a saldo e definizione). In sostanza, ti chiedono di dichiarare che sei completamente soddisfatto e che rinunci a ulteriori pretese.
Questo tipo di documento, nella pratica, viene utilizzato per “blindare” la chiusura del sinistro e impedire richieste future (integrazioni, danni ulteriori, postumi, spese sopravvenute).
Cosa rischi firmando troppo in fretta
Sottostima del danno: importo non legato a una stima tecnica completa.
Rinuncia a integrazioni: niente supplementi se emergono danni ulteriori o costi imprevisti.
Chiusura anche su aspetti non ancora consolidati (es. evoluzione clinica, riparazioni non concluse, danno da fermo, ecc.).
Cosa fare prima di accettare un atto di correntezza assicurazione
Ecco i passaggi che consigliamo sempre:
Chiedi una perizia/valutazione indipendente: Non basarti solo su stime interne o su “offerte a forfait”.
Controlla bene polizza, esclusioni, franchigie e scoperti: Spesso la “zona grigia” è meno grigia di quanto sembri.
Verifica se l’offerta include una liberatoria totale: Se sì, considera che stai firmando una chiusura definitiva.
Chiedi per iscritto l’impatto su Bonus-Malus (se RC Auto): Non dare per scontato che sia “neutro”: fatti rispondere chiaramente.
Imposta una trattativa assicurativa con documenti e numeri: Fatture, preventivi, foto, referti, certificazioni: è ciò che sposta l’ago della bilancia.
Tabella pratica: “Se succede questo, fai questo”
Situazione tipica | Segnale | Cosa fare subito |
Offerta “a cifra tonda” | Nessuna perizia dettagliata | Pretendi motivazione + stima analitica |
Liberatoria allegata | “Saldo e stralcio” | Non firmare prima di verifica tecnica |
Dinamica/colpa contestata | Versioni contrastanti | Raccogli prove: foto, testimoni, CAI, eventuale perizia |
Danno in crescita (es. infiltrazioni) | Evoluzione nel tempo | Documenta progressione + sopralluogo indipendente |
Dubbi su prescrizione | Tempi lunghi | Formalizza subito la tua posizione e fatti assistere |
FAQ – Domande frequenti
L’atto di correntezza assicurazione equivale a un risarcimento?
No. È un pagamento ex gratia, cioè senza ammettere responsabilità o obbligo contrattuale.
Posso rifiutare l’offerta?
Sì. Se ritieni che l’importo sia insufficiente o che la copertura sia dovuta, puoi proseguire con una richiesta strutturata e documentata.
Se firmo la liberatoria posso chiedere ancora soldi?
Di regola no: la liberatoria serve proprio a chiudere definitivamente la pratica. Per questo va valutata con estrema cautela.
Conviene accettare sempre?
No. Può convenire solo se l’importo copre in modo realistico il danno (spesso almeno 80–90% della stima prudente) e se il rischio di contestazione è elevato. In caso contrario, la “cortesia” può diventare una rinuncia costosa.
Un pagamento ex gratia interrompe la prescrizione?
Non è automatico. Proprio perché è formulato come pagamento senza riconoscimento, è fondamentale gestire correttamente tempi e comunicazioni e non “aspettare” senza tutele.
Infortunistica Consulting: la tua difesa quando l’assicurazione “chiude” con una correntezza
Ricevere una proposta di atto di correntezza assicurazione spesso significa una cosa: la compagnia vuole chiudere la pratica rapidamente, con un importo che minimizzi costi e rischi.
Noi di Infortunistica Consulting ti aiutiamo a:
verificare se la copertura è davvero esclusa o solo “contestata”
stimare il danno con criteri tecnici
negoziare una liquidazione più alta
evitare firme affrettate su liberatorie penalizzanti
Hai ricevuto un’offerta?👉 Non firmare nulla prima di una valutazione: potresti rinunciare a somme importanti.
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