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Parcheggi custoditi, se vi rubano l'auto vi spetta il risarcimento.

Per la Cassazione, la presenza dei cartelli indicanti l'esonero della responsabilità nei parcheggi custoditi, non hanno nessuna validità.

Furto d’auto in parcheggi a pagamento

Una rivoluzione per i parcheggi custoditi:

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di furto d’auto, i gestori dei parcheggi custoditi devono risarcire il cliente, a meno che non abbia informato quest’ultimo, prima della conclusione del contratto (ossia prima dell’ingresso attraverso la sbarra metallica), dell’esonero di responsabilità.

Un avviso apposto solo all’interno del parcheggio, quando il contratto è già stato stipulato, oppure riportato sul retro del biglietto stampato dalla macchinetta posta accanto alla sbarra, non è quindi sufficiente per escludere il diritto al risarcimento.


La sentenza:

La sentenza in questione è l’ordinanza 18277/2023 della sezione Terza Civile della Cassazione, che ha affrontato la questione, fino ad ora poco chiara, della responsabilità dei gestori di parcheggi a pagamento in caso di furto dell’auto.

La Cassazione ha detto che il contratto di parcheggio – che si conclude per comportamenti concludenti, ossia con l’ingresso dell’auto nel parcheggio delimitato da recinti e sbarre – implica di per sé, in automatico, l’obbligo della custodia e, con esso, ogni responsabilità derivante dall’eventuale furto.

Solo un patto contrario, può derogare a tale previsione.

E tale patto può anche consistere in una “condizione generale di contratto” applicata dal gestore alla generalità dei clienti, ma deve essere “conosciuta o conoscibile prima della conclusione del contratto”.

Dunque, se prima dell’accesso al parcheggio, il cliente non viene informato dell’esonero di responsabilità da parte del gestore, quest’ultimo è tenuto a risarcire eventuali furti.

La responsabilità del gestore, infatti, è automatica per il semplice fatto che il contratto si è perfezionato.


Alcuni esempi:

È il caso tipico dei parcheggi a pagamento presso gli aeroporti, delimitati da cancelli e con la presenza di una sbarra elettrica, che possono ingenerare nel cliente la convinzione che l’area sia custodita.

Questa convinzione è rafforzata dal pagamento di un ticket, un comportamento che formalizza l’accordo tra le parti.


Cosa cambia per i gestori di parcheggi custoditi:

L’ordinanza della Cassazione ha dunque importanti implicazioni per i gestori di parcheggi.

Non basta apporre un cartello all’interno del parcheggio o indicare l’esonero di responsabilità sul retro del biglietto ritirato alla sbarra.

È necessario che tale esonero sia comunicato in modo chiaro e univoco prima della conclusione del contratto, dando la possibilità al cliente di scegliere consapevolmente se accettare o meno l’offerta.

In caso contrario, il furto dell’auto deve essere risarcito, in quanto l’obbligazione di custodia è implicitamente contenuta nel contratto di parcheggio.

Questa decisione segna un punto di svolta nella gestione dei parcheggi a pagamento, e impone ai gestori una maggiore trasparenza e chiarezza nell’informare i clienti circa le condizioni di custodia del parcheggio.

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