Danno morale da incidente stradale

Aggiornamento: 25 gen

Nella quantificazione del risarcimento del danno conseguente ad un sinistro stradale non si può omettere il calcolo del danno morale in quanto non è ricompreso mai nel danno biologico e va liquidata autonomamente.

Gli incidenti stradali possono provocare conseguenze molto gravi, che riguardano non solo la vita, la salute e l’integrità fisica delle persone coinvolte e i danni riportati dai veicoli, ma anche altri fenomeni “silenziosi”, che vengono vissuti a livello interiore dal danneggiato e talvolta anche dai suoi congiunti.

Il trauma subìto durante il sinistro e le lesioni riportate a seguito di esso possono provocare ansia, depressione, malesseri, turbamenti interiori e patemi d’animo.

Queste manifestazioni rientrano nell’ampia categoria del danno morale, che è risarcibile.


Come si prova il danno morale da incidente stradale?

È difficile calcolare qual è il prezzo della sofferenza interiore, ma è ancora più arduo riuscire a capire quando questo stato soggettivo si manifesta e quali sono i segnali che lo esprimono.

Eppure, è sempre necessario fornire la dimostrazione dell’entità del danno morale riportato, altrimenti il risarcimento viene inevitabilmente negato.

Questa è una conseguenza ineludibile del principio dell’«onere della prova», sancito dall’art. 2697 del Codice civile, secondo cui:

chi agisce per far valere un diritto in giudizio deve sempre provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.


Risarcimento danno morale da incidente stradale:

Solo quando questo obiettivo viene raggiunto l’assicurazione non potrà sollevare obiezioni e il giudice riconoscerà il risarcimento.

Il giudice, quindi, per arrivare a risarcire il danno morale da incidente stradale, deve considerare, sulla base degli elementi di prova forniti dalle parti in causa, tutte le conseguenze negative subite dal danneggiato nella sua sfera morale e nella sua vita di relazione.

Il risarcimento del danno morale spetta non solo alla vittima dell’incidente ma anche ai congiunti che sono stati a loro volta direttamente danneggiati dalla perdita definitiva o dalla grave invalidità permanente del loro stretto congiunto coinvolto nel sinistro: innanzitutto, il coniuge, i figli ed i genitori, ma anche altri familiari, come i nonni, i nipoti e gli zii, quando avevano un intenso legame affettivo con la vittima



La prova del danno morale derivato da un incidente:

La giurisprudenza ammette il ricorso alle presunzioni per la prova del danno morale derivato da un incidente stradale, che può essere fornita – afferma la Corte di Cassazione – «anche affidandosi a criteri presuntivi ed in riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta».

Nella vicenda decisa dal tribunale milanese con la sentenza che abbiamo menzionato all’inizio, questa dimostrazione delle sofferenze interiori connesse al sinistro stradale era mancata:

i giudici hanno sottolineato che «il danneggiato è onerato da una puntuale allegazione di quei fatti in cui si esplica e manifesta il danno morale lamentato (tristezza, patema d’animo, vergogna, disistima, etc.)».

A quanto ammonta il danno morale?

Una volta fornita la prova della sua esistenza, il danno morale viene liquidato separatamente dal danno biologico, e in aggiunta ad esso, attraverso una «personalizzazione» compiuta dal giudice, che come abbiamo detto può ricorrere a criteri equitativi.

Di solito, per la determinazione dell’ammontare viene applicato un aumento percentuale, del 30% o anche oltre, sul valore del danno biologico, quando risulta che la menomazione psicologica ha inciso:

«in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati».

Per rimanere aggiornato sulle novità del Codice della strada vai alla nostra pagina:

News & Aggiornamenti


31 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti