Danno da perdita parentale

Anche i familiari meno prossimi possono essere ristorati economicamente.


Se il decesso di un congiunto avviene in conseguenza di un fatto illecito – come un sinistro stradale o una responsabilità per colpa medica – anche i familiari meno prossimi hanno una maggiore possibilità di essere ristorati economicamente.


  • Ma come si dimostra il danno parentale?

La rottura di un legame affettivo è qualcosa di impalpabile, però, le sue manifestazioni concrete vengono esternate e possono essere osservate.

Così la Cassazione ammette la prova testimoniale volta a stabilire la relazione che esisteva tra la persona scomparsa e i suoi superstiti.

Questo criterio sostanziale è utile per riconoscere il risarcimento a chi effettivamente lo merita, escludendo invece tutti coloro che nonostante la parentela formale non avevano un rapporto profondo con il familiare scomparso.

  • Come si fornisce la prova del danno parentale

Per arrivare a comprendere l’entità della sofferenza interiore e a quantificarne l’equivalente monetario risarcibile – quello che volgarmente è chiamato “il prezzo del dolore” – è necessario un passaggio intermedio, ma essenziale: occorre dimostrare il danno nella sua consistenza e gravità e da qui procedere poi alla determinazione del suo ammontare.

  • La prova

Infatti, la regola generale è che ogni danno, di qualsiasi tipo, deve essere sempre descritto e documentato dal danneggiato che lo afferma.

In tale prospettiva, rilevano ai fini di prova innanzitutto i documenti: nel giudizio risarcitorio, potranno essere prodotte, ad esempio, lettere e corrispondenza, chat su WhatsApp o altri sistemi di messaggistica e social, fotografie e filmati ritraenti momenti quotidiani di vita insieme o altri eventi particolari, purché dal loro esame si evinca che vi era una frequentazione costante.


  • Prova del danno parentale mediante testimonianze

L’effettiva esistenza di questi rapporti affettivi e sociali può affermarsi, secondo quanto normalmente avviene nella pratica, constatando che c’era un assiduo rapporto di frequentazione tra la vittima e i suoi parenti che chiedono il risarcimento.

Non rileva, invece, la convivenza o la coabitazione sotto lo stesso tetto, poiché il legame affettivo può instaurarsi e mantenersi anche a distanza.

E' normale che nonno e nipote si frequentino abitualmente nelle rispettive case o in luoghi esterni, come parchi e giardini.
  • Conta molto l’intensità dei momenti condivisi

Una quotidiana frequentazione "forzata" non vale quanto un "tempo" trascorso insieme in occasioni importanti come i pranzi di Pasqua o Natale, significative di quel legame affettivo sincero ed intimo che si vuole dimostrare.

Conta molto più la qualità, nel senso di profondità dei rapporti, rispetto alla durata dei contatti.


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