Autovelox non omologati: multe ancora contestabili dopo il Decreto Salvavelox?
- 24 ore fa
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Una multa con autovelox non omologato si può contestare?
Sì, può essere contestata quando esistono concreti dubbi sulla regolarità dell'apparecchio, ma l'annullamento non è automatico. Dopo il D.M. 125/2026 bisogna verificare il modello utilizzato, il relativo decreto, la data dell'infrazione, l'omologazione e la taratura. La sentenza 504/2026 del Tribunale di Frosinone ha ribadito che approvazione e omologazione restano concetti distinti.

Una nuova sentenza riapre il dibattito sulle multe rilevate dagli autovelox. Il D.M. 125/2026 ha introdotto finalmente le procedure di omologazione dei dispositivi e previsto una disciplina anche per numerosi apparecchi già approvati. Ma approvazione e omologazione sono davvero diventate la stessa cosa? Il Tribunale di Frosinone, con la sentenza n. 504/2026, offre indicazioni importanti per chi riceve una multa.
Negli ultimi anni abbiamo parlato spesso di autovelox non omologati, soprattutto dopo le pronunce della Corte di Cassazione che hanno messo in discussione l'utilizzo, ai fini sanzionatori, di apparecchi semplicemente approvati.
Ora lo scenario è cambiato ancora.
Con il D.M. 125/2026, entrato in vigore nel luglio 2026 e già ribattezzato da molti "Decreto Salvavelox", il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto una disciplina specifica per l'omologazione, la taratura e le verifiche di funzionalità degli strumenti utilizzati per rilevare la velocità.
La questione, però, non sembra essersi chiusa definitivamente.
Una recente pronuncia del Tribunale di Frosinone, sentenza n. 504 del 16 luglio 2026, è tornata proprio sulla differenza tra apparecchio approvato e apparecchio omologato.
Vediamo cosa sta succedendo e, soprattutto, cosa dovrebbe controllare un automobilista quando riceve una multa.
Autovelox non omologati: da dove nasce il problema?
Per capire la questione dobbiamo partire dall'articolo 142, comma 6, del Codice della Strada.
La norma stabilisce che per determinare l'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate.
Per molti anni, tuttavia, numerosi dispositivi utilizzati sulle strade italiane sono stati oggetto di provvedimenti di approvazione ministeriale.
Ed è proprio qui che è nato il problema.
Approvazione e omologazione sono la stessa cosa?
Secondo l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, no.
Approvazione e omologazione dell'autovelox: qual è la differenza?
Uno dei passaggi fondamentali arriva dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024.
La Suprema Corte ha chiarito che approvazione e omologazione sono due procedimenti distinti per natura e finalità.
L'omologazione riguarda un apparecchio sottoposto alle verifiche previste per accertarne la conformità e consentirne la riproduzione in serie.
L'approvazione segue invece un procedimento differente e non può essere automaticamente considerata equivalente all'omologazione richiesta dal Codice della Strada.
Questa distinzione ha aperto negli ultimi anni un contenzioso enorme sulle multe rilevate attraverso dispositivi approvati ma non formalmente omologati.
Cosa cambia con il Decreto Autovelox 125/2026?
Nel giugno 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finalmente emanato il D.M. 125/2026.
Il decreto definisce caratteristiche, requisiti e procedure relative a:
omologazione dei dispositivi;
taratura;
verifiche iniziali;
verifiche periodiche di funzionalità;
affidabilità delle misurazioni.
Il provvedimento rappresenta quindi un passaggio importante perché introduce quel quadro tecnico e regolamentare che per molti anni aveva alimentato dubbi e contenziosi.
Ma c'è un punto particolarmente interessante.
I vecchi autovelox approvati diventano omologati?
Il D.M. 125/2026 interviene anche sui dispositivi già esistenti.
Dal 12 luglio 2026, secondo le indicazioni fornite dal Ministero, i dispositivi e i sistemi di rilevazione della velocità censiti sulla piattaforma telematica del MIT e approvati attraverso i decreti indicati nell'Allegato B sono considerati omologati.
Questo passaggio è fondamentale.
Significa che non possiamo semplicemente affermare che qualsiasi autovelox precedentemente "solo approvato" sia oggi automaticamente irregolare.
Bisogna verificare quale apparecchio è stato utilizzato, quale provvedimento lo riguarda, se rientra tra quelli contemplati dalla nuova disciplina e quando è stata accertata l'infrazione.
Ed è proprio su questo terreno che il contenzioso potrebbe continuare.
La sentenza 504/2026 del Tribunale di Frosinone
A pochi giorni dall'entrata in vigore della nuova disciplina è arrivata una pronuncia particolarmente interessante.
Con la sentenza n. 504 del 16 luglio 2026, il Tribunale di Frosinone è tornato sulla validità di un accertamento effettuato attraverso un dispositivo per il rilevamento della velocità.
Il Tribunale ha ribadito un principio ormai centrale:
la preventiva approvazione ministeriale non è equipollente all'omologazione richiesta dall'articolo 142, comma 6, del Codice della Strada.
Il giudice ha quindi accolto l'appello dell'automobilista e annullato il verbale oggetto del procedimento.
Il Decreto Salvavelox ha risolto definitivamente il problema?
Non è possibile dare una risposta semplicemente con un sì o con un no.
Il D.M. 125/2026 ha certamente modificato il quadro normativo e tecnico, introducendo finalmente procedure specifiche per l'omologazione degli apparecchi e disciplinando anche determinati dispositivi precedentemente approvati.
La sentenza del Tribunale di Frosinone, però, conferma quanto sia ancora importante verificare concretamente la posizione del singolo dispositivo utilizzato per elevare la sanzione.
Non basta quindi leggere genericamente sul verbale che l'apparecchio è "approvato", "omologato" o regolarmente funzionante.
Quando la regolarità dell'apparecchio viene specificamente contestata, la relativa documentazione assume un'importanza decisiva.

Chi deve dimostrare che l'autovelox è omologato?
Questo è uno degli aspetti più interessanti della sentenza.
Secondo il Tribunale di Frosinone, quando l'automobilista contesta specificamente l'affidabilità dell'apparecchio utilizzato, spetta alla Pubblica Amministrazione fornire la prova positiva dell'omologazione e della successiva taratura periodica.
La semplice indicazione riportata sul verbale non è necessariamente sufficiente a dimostrare tutte queste circostanze.
L'Amministrazione deve essere in grado di produrre la documentazione necessaria a dimostrare la regolarità dello strumento.
Omologazione, taratura e verifica di funzionalità: attenzione a non confonderle
C'è poi un altro errore piuttosto frequente.
Omologazione, taratura e verifica di funzionalità non sono sinonimi.
Un apparecchio può essere stato sottoposto a taratura, ma questo non risolve automaticamente un eventuale problema relativo alla sua omologazione.
Allo stesso modo, l'omologazione iniziale non elimina la necessità delle verifiche periodiche previste dalla normativa.
Quando si valuta una multa rilevata con autovelox è quindi necessario controllare separatamente questi elementi.
Multa con autovelox: cosa controllare prima di pagare?
Ricevere una multa per eccesso di velocità non significa automaticamente che il verbale sia irregolare.
Ma neppure bisogna dare per scontato che ogni apparecchio utilizzato sia perfettamente conforme alla normativa.
Prima di presentare un ricorso conviene verificare almeno:
1. Il modello dell'autovelox utilizzato
Dal verbale dovrebbe essere possibile identificare il dispositivo con cui è stata rilevata l'infrazione.
2. Gli estremi dell'omologazione o del provvedimento richiamato
È importante capire quale provvedimento ministeriale riguarda quello specifico apparecchio.
3. La data dell'infrazione
È un elemento particolarmente importante dopo l'entrata in vigore del D.M. 125/2026, perché il nuovo decreto ha modificato il quadro applicabile ai dispositivi censiti e già approvati.
4. La taratura periodica
Gli strumenti utilizzati per misurare la velocità devono essere sottoposti alle verifiche previste dalla normativa.
5. La documentazione disponibile
In caso di dubbi può essere opportuno richiedere all'Amministrazione la documentazione relativa al dispositivo utilizzato.
Autovelox non omologato: la multa è automaticamente nulla?
No.
Questo è un punto sul quale è importante essere chiari.
Non è corretto affermare che qualsiasi multa rilevata con un autovelox possa essere automaticamente annullata.
Ogni verbale deve essere valutato singolarmente considerando il dispositivo utilizzato, il decreto che lo riguarda, la data dell'accertamento, la documentazione relativa all'omologazione e alla taratura e le eventuali altre irregolarità presenti.
La recente evoluzione normativa rende ancora più importante evitare ricorsi standardizzati basati esclusivamente sulla parola "omologazione".
Come contestare una multa con autovelox?
Quando emergono effettivi elementi di irregolarità, il verbale può essere contestato attraverso gli strumenti previsti dalla legge.
In linea generale, è possibile presentare:
ricorso al Prefetto entro 60 giorni, oppure
ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notificazione o contestazione della violazione, salvo le specifiche regole applicabili al singolo caso.
Prima di procedere è comunque opportuno valutare attentamente il verbale e la documentazione disponibile.
Un ricorso basato su motivazioni generiche o su informazioni trovate online senza verificare lo specifico apparecchio utilizzato può infatti essere respinto.
Autovelox 2026: il vero punto è verificare il singolo apparecchio
Il D.M. 125/2026 rappresenta certamente una svolta nella lunga vicenda degli autovelox italiani.
Finalmente esiste una disciplina specifica delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità.
Questo, però, non significa che ogni questione precedente o successiva all'entrata in vigore del decreto possa essere considerata automaticamente risolta.
La sentenza n. 504/2026 del Tribunale di Frosinone conferma quanto rimanga importante la distinzione tra approvazione e omologazione e, soprattutto, la possibilità di chiedere alla Pubblica Amministrazione di dimostrare la regolarità dello strumento quando questa viene specificamente contestata.
Hai ricevuto una multa da un autovelox?
Prima di pagarla o presentare un ricorso, è importante controllare il verbale e capire quale apparecchio ha rilevato l'infrazione e quale provvedimento ministeriale lo riguarda.
Una verifica preventiva può evitare sia di pagare una sanzione eventualmente contestabile, sia di presentare un ricorso privo di reali presupposti.
Infortunistica Consulting può aiutarti a verificare la documentazione e valutare il singolo caso.
FAQ – Autovelox non omologati e multe 2026
Una multa fatta con un autovelox non omologato è valida?
La questione deve essere valutata caso per caso. La Cassazione ha distinto chiaramente approvazione e omologazione, mentre il D.M. 125/2026 ha introdotto una nuova disciplina anche per determinati apparecchi precedentemente approvati. È quindi necessario verificare il dispositivo utilizzato e la data dell'accertamento.
Approvazione e omologazione dell'autovelox sono la stessa cosa?
No. La Corte di Cassazione ha affermato che si tratta di procedimenti distinti per caratteristiche, natura e finalità.
Cosa cambia con il D.M. 125/2026?
Il decreto stabilisce caratteristiche, requisiti e procedure per l'omologazione, la taratura e le verifiche di funzionalità dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
I vecchi autovelox approvati sono diventati automaticamente omologati?
La nuova disciplina prevede che i dispositivi censiti sulla piattaforma MIT e approvati attraverso i decreti indicati nell'Allegato B siano considerati omologati. Occorre quindi verificare il singolo modello e il relativo provvedimento.
Chi deve dimostrare l'omologazione dell'autovelox?
In presenza di una specifica contestazione sull'affidabilità dell'apparecchio, la sentenza n. 504/2026 del Tribunale di Frosinone ha ribadito che spetta alla Pubblica Amministrazione fornire la prova dell'omologazione e della taratura.
Basta la taratura per rendere valida una multa?
No. Taratura e omologazione riguardano aspetti differenti della regolarità dell'apparecchio e non devono essere confuse.
Posso chiedere i documenti relativi all'autovelox?
In presenza di dubbi sulla regolarità dell'apparecchio può essere utile richiedere all'Amministrazione la documentazione relativa al dispositivo e alle verifiche effettuate.
Quanto tempo ho per contestare una multa?
In linea generale, il ricorso al Prefetto può essere presentato entro 60 giorni, mentre quello al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione, ferme restando le specifiche condizioni previste dalla normativa.
A cura di: Alessandro Bozzolan
Consulente senior, Infortunistica Consulting




