Pedone investito fuori dalle strisce

L'attraversamento della strada, da parte del pedone, lontano dalle strisce, non basta, di per sé, ad escludere la responsabilità dell'automobilista.


Introduzione:

Una sentenza della Cassazione – spiega Infortunistica Consulting – chiarisce come si stabiliscono le regole sulla responsabilità in caso di investimento di un pedone e qual è la sanzione per chi investe una persona, seppur colpevole.

La regola da cui partire è questa:

Chi investe una persona si presume colpevole salvo prova contraria!

La prova contraria però non può consistere nella semplice condotta colpevole del pedone.

Anche se quest’ultimo, infatti, contravviene alle norme del codice della strada (ad esempio, perché attraversa a semaforo rosso o fuori dalle strisce) o a quelle che gli impongono un comportamento diligente in presenza di una situazione di pericolo (come l’attraversamento della pubblica via di notte e con la strada poco illuminata) non è detto che non debba essere integralmente risarcito.


Come può difendersi l'automobilista.

L’automobilista che vuol evitare la condanna deve allora dimostrare due circostanze:

  1. aver rispettato il codice della strada (ad esempio, non essere stato distratto dal cellulare, non aver superato i limiti di velocità, ecc.);

  2. aver fatto di tutto per evitare il pedone, anche ricorrendo a manovre di emergenza (quindi adeguando la propria velocità non solo ai limiti ma anche alla particolare condizione della strada e dell’orario dell’attraversamento: è chiaro che in una via divisa in due da uno spartitraffico con aiuole è più probabile il rischio di un improvviso attraversamento da parte di un bambino o di uno sportivo che fa footing).


Insomma, il conducente è responsabile anche quando il pedone è stato imprudente o ha violato la legge; mentre non è responsabile se dimostra che, nonostante la sua condotta massimamente prudente, l’investimento era comunque inevitabile.


Pedone inevitabile

La condotta del pedone investito deve porsi quindi come assolutamente imprevedibile e inevitabile.

Tornando all’esempio dal quale siamo partiti, il pedone investito che attraversa fuori dalle strisce ha diritto ad essere risarcito integralmente, senza potersi invocare il concorso di colpa.

Stesso discorso per quello che scende dal marciapiede senza guardare il traffico se, comunque, la sua condotta era prevedibile perché la sua presenza ai bordi della strada era già palese.


Diverso il discorso se:

il pedone sbuca all’improvviso perché nascosto dalla vegetazione e l’automobilista era a pochi metri da lui, per cui, pur andando a velocità modesta, la frenata non è stata sufficiente a impedire l’investimento.

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