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Incidente stradale, l'assicurazione non paga: come ottenere il giusto risarcimento

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 7 min
Assicurazione nega il risarcimento

Quando si è vittima di un incidente stradale, l’unica cosa che ci si aspetta è una gestione semplice, corretta e con tempi ragionevoli per ottenere il risarcimento.

Nella realtà, però, le cose non sempre vanno così. Può accadere che la compagnia assicurativa ritardi la liquidazione, proponga una somma molto più bassa rispetto al danno subito oppure, nei casi più complessi, si rifiuti del tutto di pagare.

È bene chiarirlo subito: l’assicurazione ha il diritto di svolgere le proprie verifiche, analizzare la dinamica del sinistro, valutare i danni al veicolo e controllare la documentazione medica. Il problema nasce quando questi accertamenti si trasformano in continui rinvii, richieste ripetute di documenti o offerte al ribasso che non tengono conto del reale pregiudizio subito dal danneggiato.

Se dopo un incidente stradale l’assicurazione non paga, oppure propone una cifra non congrua, non bisogna arrendersi per stanchezza. Serve capire quali sono i motivi del blocco, rispondere in modo documentato e far valere correttamente i propri diritti.


Attenzione alle offerte al ribasso: perché la prima proposta va valutata bene

Uno degli errori più comuni è accettare subito la prima somma proposta dalla compagnia.

Dopo un incidente, infatti, l’assicurazione può formulare un’offerta per il danno al veicolo, per le lesioni fisiche o per entrambe le voci. Tuttavia, la prima proposta non sempre corrisponde al reale valore del danno subito.

Può succedere, ad esempio, che vengano riconosciuti meno giorni di inabilità temporanea rispetto a quelli effettivi, che il danno biologico venga valutato in misura ridotta oppure che alcune spese mediche e terapie vengano escluse perché ritenute non necessarie o non collegate al sinistro.

Prima di firmare qualsiasi quietanza definitiva, soprattutto se contiene formule come “a saldo e stralcio”, è fondamentale verificare se l’importo offerto copre davvero tutte le voci di danno: spese mediche, danno biologico, invalidità temporanea, danno morale, danno patrimoniale, fermo tecnico, svalutazione commerciale del veicolo e ogni altra conseguenza documentabile.


I tempi legali: entro quanto deve rispondere la compagnia?

La compagnia assicurativa non può lasciare la pratica ferma a tempo indeterminato.

In ambito RCA, IVASS indica termini precisi per la formulazione dell’offerta: 30 giorni per i danni a cose o al veicolo se il modulo CAI è sottoscritto da entrambi i conducenti, 60 giorni per i danni materiali negli altri casi e 90 giorni per i danni alla persona.

Questi termini sono importanti anche perché, prima di iniziare un’azione giudiziaria per il risarcimento dei danni da circolazione stradale, il Codice delle Assicurazioni prevede il decorso di 60 giorni, oppure 90 giorni in caso di danno alla persona, dalla richiesta risarcitoria correttamente formulata.

Questo significa che, se l’assicurazione non risponde, risponde in ritardo o formula una proposta irrisoria, il danneggiato non deve restare fermo. Può sollecitare formalmente, contestare l’offerta, chiedere una rivalutazione e, se necessario, procedere con reclamo o azione nelle sedi competenti.


Quando l’assicurazione non paga dopo un incidente stradale: le contestazioni più frequenti

Nel lavoro quotidiano capita spesso di vedere pratiche bloccate per motivazioni ricorrenti. Alcune contestazioni possono essere legittime, altre invece risultano generiche o utilizzate per rallentare la liquidazione.

“La responsabilità non è chiara”

La compagnia sostiene che la dinamica del sinistro non dimostri in modo sufficiente la colpa dell’altro conducente.

In questi casi diventano decisivi i verbali delle Autorità intervenute, il modulo CAI, le fotografie del luogo del sinistro, le testimonianze e, nei casi più complessi, una ricostruzione tecnica della dinamica.

“I danni all’auto sono eccessivi o non compatibili”

Può accadere che il preventivo del carrozziere venga considerato troppo elevato oppure che alcune lavorazioni vengano contestate.

Per replicare correttamente servono fotografie dettagliate, documentazione dello stato di avanzamento dei lavori, preventivo analitico, fattura di riparazione e, se necessario, una perizia tecnica di parte.

“Le lesioni non sono compatibili con la dinamica”

Questa è una delle contestazioni più delicate. La compagnia può sostenere che il trauma riportato non sia collegato all’incidente oppure che i postumi siano inferiori rispetto a quanto indicato dal medico legale di parte.

In questi casi la documentazione sanitaria è fondamentale: referto di pronto soccorso, certificati successivi, visite specialistiche, prescrizioni fisioterapiche, esami strumentali e relazione medico-legale devono ricostruire in modo coerente il percorso clinico del danneggiato.

“Mancano ancora documenti”

A volte la pratica resta ferma perché la compagnia continua a chiedere integrazioni documentali.

Per evitare questo problema, la richiesta risarcitoria deve essere completa fin dall’inizio. Una volta trasmessa tutta la documentazione utile, eventuali ulteriori richieste devono essere valutate con attenzione, soprattutto se appaiono ripetitive o non necessarie.


Tabella riepilogativa: contestazioni frequenti e come reagire

Contestazione della compagnia

Cosa significa

Come reagire

Responsabilità non chiara

La dinamica viene messa in dubbio

Produrre verbali, CAI, foto, testimoni e ricostruzione tecnica

Danno auto ritenuto eccessivo

Il preventivo o la fattura vengono contestati

Allegare perizia tecnica, foto e documentazione dello stato lavori

Lesioni non compatibili

Si contesta il collegamento tra incidente e trauma

Produrre referti, certificati, esami e perizia medico-legale

Spese mediche escluse

Alcune cure non vengono riconosciute

Allegare fatture, prescrizioni e motivazione clinica

Offerta troppo bassa

La proposta non copre il danno reale

Contestare formalmente e chiedere rivalutazione

Richiesta continua di documenti

La pratica viene tenuta ferma

Inviare sollecito formale e richiamare la documentazione già prodotta


Grafico: dove si riduce più spesso il risarcimento

Dove si riduce più spesso il risarcimento

Danno biologico e postumi        ██████████
Responsabilità del sinistro      █████████
Danno materiale al veicolo       ████████
Spese mediche                    ███████
Danno morale                     ██████
Fermo tecnico e danni accessori  █████

Il punto centrale resta sempre la prova. Più la documentazione è completa, coerente e tempestiva, minore sarà lo spazio per contestazioni generiche.


Polizza infortuni privata: attenzione a franchigie e scadenze

Quando si parla di incidente stradale bisogna distinguere due situazioni diverse.

La prima è il risarcimento RCA, cioè il risarcimento dovuto dal responsabile civile e dalla relativa compagnia assicurativa.

La seconda è l’eventuale indennizzo da polizza infortuni privata, ad esempio una garanzia conducente, una polizza personale o una copertura accessoria. In questo caso non si applicano le stesse regole del risarcimento RCA, ma le condizioni previste dal contratto assicurativo.

Le polizze infortuni possono contenere franchigie, scoperti, esclusioni, limiti di età, obblighi di denuncia e termini specifici. Il Codice Civile prevede che l’assicurato debba dare avviso del sinistro all’assicuratore entro tre giorni da quando il sinistro si è verificato o da quando ne ha avuto conoscenza, salvo diverse previsioni o particolari circostanze.

Il mancato rispetto dell’obbligo di avviso può avere conseguenze: se l’omissione è dolosa può comportare la perdita del diritto all’indennità; se è colposa, l’assicuratore può ridurre l’indennizzo in base al pregiudizio subito.

Per questo è importante non confondere il diritto al risarcimento RCA con il diritto all’indennizzo previsto da una polizza privata.


Cosa fare concretamente se l’offerta è troppo bassa

Se la compagnia propone una cifra che ritieni ingiusta, non è sufficiente rispondere con un rifiuto generico.

La contestazione deve essere precisa e documentata. Bisogna spiegare perché l’offerta non è congrua, evidenziando ad esempio la difformità rispetto alla relazione medico-legale di parte, alla documentazione sanitaria, alla fattura di riparazione o alla perizia tecnica sul veicolo.

In alcuni casi è possibile trattenere la somma proposta a titolo di acconto sul maggior avere, specificando per iscritto che l’importo non viene accettato come definizione definitiva della pratica.

Questa formula consente al danneggiato di incassare una somma iniziale, senza rinunciare alla richiesta del maggior danno, purché la comunicazione sia formulata correttamente e non venga sottoscritta una quietanza liberatoria a saldo.

Il Codice delle Assicurazioni prevede inoltre che, nella procedura ordinaria, la compagnia corrisponda la somma offerta entro quindici giorni anche quando il danneggiato comunica di non accettare l’offerta; tale somma viene poi imputata alla liquidazione definitiva del danno.


Reclamo IVASS se la compagnia non risponde

Se l’assicurazione continua a non rispondere, ritarda senza motivo o mantiene una posizione non adeguatamente motivata, è possibile presentare un reclamo.

Il primo passo è inviare un reclamo scritto all’ufficio reclami della compagnia. IVASS precisa che l’impresa deve rispondere entro 45 giorni; se la risposta non arriva entro tale termine, oppure se non è soddisfacente, il danneggiato può rivolgersi all’IVASS.

Il reclamo deve essere completo e ordinato. Non basta scrivere che “l’assicurazione non paga”. È necessario indicare il numero di sinistro, la data dell’incidente, le richieste già inviate, i documenti prodotti, i solleciti trasmessi e i motivi per cui il comportamento della compagnia viene ritenuto scorretto o non conforme.


La lista dei documenti per blindare la pratica

Per ridurre il rischio di contestazioni, la raccolta documentale deve iniziare fin dal primo giorno.

I documenti più importanti sono:

  • modulo CAI, possibilmente sottoscritto da entrambi i conducenti;

  • verbale delle Autorità intervenute;

  • fotografie del luogo del sinistro;

  • fotografie dei danni ai veicoli;

  • dati e dichiarazioni di eventuali testimoni;

  • certificato di pronto soccorso;

  • certificati medici successivi;

  • prescrizioni per visite specialistiche e fisioterapia;

  • esami strumentali;

  • fatture, scontrini e ricevute delle spese sostenute;

  • preventivo o fattura di riparazione del veicolo;

  • documentazione fotografica dello stato lavori;

  • relazione medico-legale di parte;

  • eventuale perizia tecnica sul danno materiale.

Una pratica ben documentata rende più difficile per la compagnia formulare contestazioni generiche e permette di sostenere con maggiore forza la richiesta risarcitoria.


Domande frequenti

Cosa fare se l’assicurazione non paga dopo un incidente stradale?

Bisogna prima verificare che la richiesta risarcitoria sia completa, poi inviare un sollecito formale tramite PEC o raccomandata. Se la compagnia continua a non rispondere o formula un diniego non motivato, si può procedere con reclamo e, se necessario, con assistenza professionale.

L’assicurazione può offrire meno di quanto indicato dal mio medico legale?

Sì, può accadere. Il medico fiduciario della compagnia può formulare una valutazione diversa, spesso più contenuta rispetto a quella di parte. Il danneggiato, però, non è obbligato ad accettarla e può contestare l’offerta sulla base della propria documentazione clinica e medico-legale.

Posso incassare i soldi senza chiudere definitivamente la pratica?

Sì, in molti casi è possibile trattenere la somma offerta come acconto sul maggior avere, precisando per iscritto che non si tratta di accettazione a saldo e che resta ferma la richiesta dell’integrale risarcimento.

Quanto tempo ha l’assicurazione per fare un’offerta?

In linea generale, 30 giorni se il CAI è firmato da entrambi i conducenti, 60 giorni per i danni materiali negli altri casi e 90 giorni per i danni alla persona.

Quando conviene farsi assistere da un consulente di infortunistica stradale?

Conviene soprattutto quando ci sono lesioni fisiche, responsabilità contestata, danni materiali importanti, offerte al ribasso o mancati riscontri da parte della compagnia. In questi casi una gestione tecnica della pratica può fare la differenza tra una liquidazione ridotta e un risarcimento corretto.


Conclusione

Quando, dopo un incidente stradale, l’assicurazione non paga oppure propone una somma troppo bassa, l’errore peggiore è accettare per stanchezza o lasciare la pratica ferma.

Ogni sinistro va gestito con metodo: bisogna ricostruire la dinamica, documentare i danni materiali, seguire correttamente il percorso medico, raccogliere le spese sostenute e contestare in modo tecnico eventuali offerte non congrue.

Una pratica ben impostata, sostenuta dai giusti documenti e da una valutazione professionale, può trasformare una proposta riduttiva in un risarcimento realmente adeguato.


A cura di Alessandro Bozzolan – consulente senior di Infortunistica Consulting, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione e definizione dei sinistri stradali.

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