Rimborso Inail per l’incidente auto nel tragitto casa-lavoro ora più difficile

Infortunio in itinere: raro il risarcimento per il sinistro automobilistico verso l’ufficio.

Hai fatto un incidente d’auto mentre ti stai recando in ufficio? Con le ultime sentenze dei tribunali, diventa sempre più difficile che l’Inail (l’istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ti possa riconoscere il risarcimento del danno. Tutte le volte, infatti, che l’uso dell’automobile non viene reputato dal giudice necessario, l’indennizzo viene negato (leggi “Nessun risarcimento in itinere per il lavoratore se l’auto non è necessaria”). E tanto è stato di recente confermato dalla Cassazione [1]. Il lavoratore, insomma, deve tentare, quando possibile, di utilizzare i mezzi pubblici o, in alternativa, andare a piedi se il percorso non è distante.

In gergo tecnico si chiamano “sinistri in itinere” (in latino, significa “in viaggio”): sono gli incidenti che, solo in presenza di determinate condizioni, vengono per legge equiparati agli incidenti che accadono sul posto di lavoro.

Le condizioni principali per ottenere il risarcimento sono:

1. la percorrenza del tragitto più logico (quindi, niente deviazioni per fare la spesa o per pagare le bollette). Di recente, però, con una nuova interpretazione, l’Inail ha riconosciuto la possibilità di ottenere l’indennizzo se il tragitto è stato interrotto e deviato per accompagnare il figlio a scuola (leggi “Infortuni in itinere: tragitto interrotto per accompagnare il figlio a scuola”);

2. l’assenza di adeguati mezzi pubblici lungo quel tragitto;

3. l’orario consueto per recarsi al lavoro.

Rispettate queste condizioni, in caso di incidente “in itinere”, dovrai certamente inoltrare la richiesta di risarcimento (se, nel sinistro, hai ragione) alla tua compagnia assicuratrice: si tratta infatti della polizza Rc-auto prevista obbligatoriamente dalla legge e che è cosa ben diversa dal risarcimento dell’Inail.

Quindi dovrai denunciare il fatto anche all’Inail, che stabilirà se coprire i danni fisici che hai subìto.

Con la sentenza in commento, la Suprema corte riduce ulteriormente i casi di risarcimento. In particolare, essa specifica che, per ritenere consentito l’utilizzo dell’auto onde recarsi al lavoro, senza perciò compromettere il risarcimento in caso di infortunio “in itinere”:

1. la distanza deve essere di oltre 600 metri,

2. il percorso seguito deve avere una sua logica

3. il ricorso all’auto deve essere effettivamente necessario.

Al di fuori di queste ipotesi, il modo “più sicuro” per andare a lavorare è l’uso dei mezzi pubblici e, se possibile, delle proprie gambe.

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