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Infortunistica stradale, in caso di incidente cosa fare?


Se sei stato coinvolto in un incidente stradale e dopo aver fatto la denuncia di sinistro e hai contestualmente presentato la richiesta di risarcimento danni alla tua compagnia di assicurazione, cosa ti devi aspettare?

Se poi questa, dopo alcuni mesi di trattative, ti ha detto che non intende risarcirti il danno perché, a suo dire, la dinamica del sinistro non è chiara e la responsabilità del sinistro potrebbe essere tua, cosa puoi fare?

I nostri esperti di Infortunistica Stradale provano a rispondere a tutti i quesiti relativi al risarcimento danni affrontando le maggiori casistiche.


  • Risarcimento danni con Indennizzo diretto In base alle norme vigenti, chi ritiene di non essere responsabile del sinistro, a seguito dell’incidente deve presentare la richiesta di risarcimento del danno all'assicurazione con cui ha firmato la polizza.

  • È quest’ultima tenuta a risarcirlo dopo aver prima verificato le responsabilità dello scontro e l’entità dei danni.

  • La procedura d’indennizzo diretto è applicabile solo se ricorrono le seguenti condizioni: si deve trattare di uno scontro tra due veicoli; i veicoli coinvolti devono essere entrambi identificati; le due auto devono essere regolarmente assicurate secondo le norme sulla rca obbligatoria; i veicoli devono essere immatricolati in Italia e il sinistro deve essere avvenuto in Italia. La Compagnia del danneggiato, nell'adempimento degli obblighi contrattuali di correttezza e buona fede, è tenuta a fornire al danneggiato ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento del danno. Una volta liquidato il danno al proprio assicurato, la Compagnia si rivale su quella dell’altro automobilista responsabile dell’incidente.


  • L’indennizzo diretto è una procedura obbligatoria? Secondo la Corte Costituzionale il sistema dell’indennizzo diretto è facoltativo. In altri termini «il nuovo sistema di risarcimento diretto non consente di ritenere escluse le azioni già previste dall'ordinamento in favore del danneggiato: non vi è esclusività, ma alternatività.


  • Chi citare in un incidente stradale con indennizzo diretto: l’assicurazione In caso di ricorso alla procedura di indennizzo diretto, il primo soggetto da citare è sicuramente il proprio assicuratore. Se si preferisce citare in causa la propria assicurazione secondo le forme dell’indennizzo diretto, l’azione contro l’assicurazione è proponibile solo allo scadere di: 60 giorni, in caso di danno alle cose; 90 giorni, in caso di danno alla persona. I termini decorrono dalla data in cui il danneggiato ha spedito all'assicurazione la diffida con la richiesta di risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.


  • Chi citare in un incidente in caso di tamponamento a catena? Nel caso del tamponamento a catena andrà citata l’auto del soggetto responsabile.


  • Chi citare in caso di terzo trasportato Le regole per il passeggero sono molto più semplici: questi è sempre garantito dall'assicurazione dell’auto in cui si trovava al momento del sinistro, a prescindere da chi sia il responsabile del sinistro. Quindi, anche se il conducente da cui è trasportato è privo di responsabilità, il passeggero deve rivolgersi alla compagnia di quest’ultimo. Tuttavia, il terzo trasportato deve citare in giudizio anche il proprietario dell’auto in cui questi si trovata, in qualità di litisconsorte necessario. Ed anche a lui dovrà inviare la domanda di negoziazione assistita. Fermo restando, comunque, che il danneggiato è libero di avanzare le proprie istanze risarcitorie al responsabile civile.


  • La negoziazione assistita Non bisogna dimenticare che, nelle cause da incidente stradale, condizione di procedibilità è il previo esperimento della negoziazione assistita. In caso di indennizzo diretto l’invito andrà fatto esclusivamente alla propria compagnia di assicurazione. La negoziazione assistita è un procedimento che, qualora la parte invitata vi aderisca, conduce alla sottoscrizione a opera delle parti di un accordo (cd. convenzione di negoziazione) in cui esse convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in modo stragiudiziale, con l’assistenza di avvocati iscritti all'albo, una lite che è tra di loro insorta e che riguarda diritti disponibili. A tale prima convenzione potrà seguire la successiva attività di negoziazione vera e propria, che potrà condurre, in caso di esito positivo delle trattative, a un altro accordo (compositivo della lite) che dovrà essere sottoscritto dalle parti e dagli avvocati che le assistono, e che potrà costituire titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.


  • Il procedimento può essere facoltativo o obbligatorio. Nel primo caso il ricorso a esso viene liberamente scelto dalle parti, le quali devono essere sempre informate della possibilità di ricorrere a un tale procedura stragiudiziale di composizione della lite. Infatti, a seguito dell’introduzione di tale istituto, incombe sull'avvocato il dovere (deontologico e senza conseguenze processuali) di informare il cliente della possibilità di ricorrere alla negoziazione.


  • Il ricorso alla procedura di negoziazione assistita è invece obbligatorio nei seguenti casi:

  • quando si vuole esercitare in giudizio un’azione in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti;

  • quando si vuole proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti € 50.000,00.

  • Il procedimento viene avviato con l’invito a negoziazione assistita formulato dall'avvocato. Esso deve avere forma scritta, a pena di nullità, e deve essere sottoscritto personalmente dalla parte con firma autenticata dal difensore. Svolta la procedura di negoziazione non è detto che le parti raggiungano un accordo, in tal caso redigeranno una dichiarazione di mancato accordo che gli avvocati dovranno certificare.


L’eventuale accordo costituisce titolo esecutivo. Qualora, invece, non si dovesse raggiungere la composizione della controversia, occorrerà redigere un verbale di mancato accordo che dovrà essere certificato dagli avvocati.

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