Incidenti stradali e primo soccorso

L’omicidio stradale, l’attività del soccorritore, le conseguenze a livello assicurativo, sanitario e psicologico.

Le vittime

Nel 2020, secondo una stima preliminare di Istat pubblicata nel giugno del 2021, si sono verificati in Italia 182.700 incidenti stradali con lesioni a persone.

Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno dal sinistro, è stato di 3.400 persone, mentre i feriti ammontano a 259.500.

Rispetto al 2019, l’Istat ha riscontrato una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-2,2%) e del numero dei morti (6,9%), in calo anche i feriti (-2%).

Tra gli incidenti a veicoli isolati, l’investimento di pedone rappresenta l’evento più diffuso (10,1% degli incidenti) con 18.915 casi, in cui hanno perso la vita 534 persone e 21.400 sono rimaste ferite.

La fuoriuscita o sbandamento del veicolo dalla carreggiata (9,2% sul totale incidenti) rappresenta la seconda tipologia di incidente, tra quelle a veicoli isolati, con 17.098 casi, in cui sono decedute 724 persone e 21.396 sono rimaste ferite.

Con riferimento ai soli incidenti mortali, lo scontro frontale-laterale, la fuoriuscita e l’investimento di pedone raggiungono le incidenze più elevate (23,0%, 19,7% e 15,5%).


Le conseguenze a livello assicurativo, sanitario e psicologico

Per quanto riguarda le assicurazioni è importante ricordare che il mondo, oltre a essere un posto pieno di buone persone, ospita anche qualche truffatore che vive di espedienti e sa bene che da un incidente stradale, anche lieve, si può guadagnare parecchio.

Tra i soccorritori vengono chiamati in gergo “verdi assicurativi” quei casi in cui:

pur non avendo evidentemente subìto alcun danno fisico, neppure lieve, la vittima decide di richiedere di farsi refertare in ospedale per poter accedere, magari millantando un qualche disturbo, alla copertura assicurativa della controparte.

Naturalmente la possibilità di farsi refertare è un diritto e non si può negare a nessuno, ma alcune persone se ne approfittano in modo decisamente plateale.

Tutto sommato, però, quando nessuno si è fatto seriamente male vi è sì la beffa ai danni dell’assicurazione, ma il problema è contenuto.


Conseguenze gravi

Diverso il caso in cui ci siano feriti gravi o addirittura dei morti.

In questo caso, infatti, oltre alle assicurazioni interverrà l’autorità giudiziaria per stabilire le responsabilità di ognuno.

Sicuramente sarà capitato a tutti di vedere le forze dell’ordine al lavoro per stabilire la dinamica di un sinistro:

nei casi più semplici si possono scorgere le tracce di gesso a terra per simulare la posizione delle vetture e ricostruire la dinamica dell’incidente.

E ricostruire la dinamica di un incidente è davvero un compito arduo che determina le responsabilità e incide in modo peculiare sulle vite delle persone coinvolte o di chi è rimasto, magari perché un suo caro è stato falciato da un “pirata della strada”.

In questi casi l’intervento su un incidente stradale da parte dei soccorritori andrebbe sempre portato avanti tenendo presente che il soccorso extraospedaliero in sede di emergenza urgenza è la punta dell’iceberg di ciò che avverrà in seguito.

Motivo per cui evitare di spostare ciò che non serve spostare, evitare di toccare ciò che non serve toccare, evitare di calpestare ciò che è possibile evitare di calpestare è sempre un ottimo modo di lavorare.

Tendendo conto che l’obiettivo unico e fondamentale è portare soccorso, e si può portare soccorso senza “devastare” la scena di un incidente.

Bisogna infatti sempre pensare che la vittima di un incidente stradale avrà giustizia solo se sarà possibile, in seguito all’intervento dei soccorritori, ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.


La giustizia, il prolungamento del soccorso iniziale

Non è, infatti, impossibile soccorrere qualcuno che sia rimasto vittima di un incidente stradale usando le dovute precauzioni per permettere, in seguito, a chi dovrà lavorare sulla scena di svolgere il suo compito adeguatamente:

bastano semplici accorgimenti come, appunto, evitare di calpestare tracce e spostare materiali, che nulla tolgono o aggiungono al servizio.

Ci sono però casi in cui è assolutamente necessario procedere con spostamenti poiché, diversamente, sarebbe impossibile soccorrere la vittima.

Resta fermo il punto che è la vita umana a essere, sempre e comunque, la meta di chi soccorre.

Motivo per cui ogni soccorritore sarà in grado di valutare se e in che modo potrà portare il soccorso evitando le tracce o dovendo distruggerle perché altrimenti impossibilitato a soccorrere la vittima.

In questo caso il colpo d’occhio è importante:

quante persone ci sono, dove si trovano rispetto ai veicoli coinvolti, cosa c’è a terra.

L’esperienza di alcuni soccorritori è tale che, conoscendo le vetture (marca e modello), riescono a determinare la velocità a cui andavano prima di entrare in collisione.

Pur essendo alcuni molto bravi, è sempre meglio basarsi su evidenze scientifiche piuttosto che su sensazioni.


Il ricordo è labile e poco duraturo

Per questo motivo sarebbe importante che, dopo un incidente stradale, appena possibile, si scrivesse un memorandum (o lo si registrasse a voce) di quanto accaduto per evitare che il ricordo si dissolva.

Nel narrare i fatti è possibile, per il soccorritore, offrire una visione soggettiva di quanto accaduto:

è importante però che nel farlo sottolinei che si tratta, appunto, di una sua deduzione o di un suo punto di vista (per esempio evincere dai rottami la velocità a cui viaggiavano le auto).

Ancora una volta entra in gioco la tecnologia:

una fotografia della scena, un filmato, una registrazione audio delle testimonianze sarebbero un punto a favore della giustizia.

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