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INTERESSI BANCARI ILLEGITTIMI


La banca deve dimostrare il proprio credito producendo tutti gli estratti conto e non solo quelli degli ultimi dieci anni. infortunisticaconsulting.com : Se la banca ti ha addebitato sul conto corrente degli interessi superiori rispetto al dovuto, e questo risulta dai documenti in tuo possesso, puoi iniziare la causa per ottenere lo sgravio delle somme di cui l’istituto di credito ti chiede il pagamento. Lo puoi fare opponendoti al decreto ingiuntivo che hai ricevuto dalla banca (il termine per agire è di 40 giorni dalla notifica) oppure iniziando tu stesso la causa. A questo punto, per potersi difendere, la banca dovrà depositare, davanti al giudice, tutti gli estratti conto a partire dall’apertura del rapporto di c/c. Non solo, quindi, quelli degli ultimi dieci anni, come potrebbe pensarsi per via del fatto che la legge obbliga alla conservazione delle scritture contabili per non oltre un decennio; difatti, una cosa è l’onere di conservazione della documentazione contabile, un’altra quello di prova del proprio credito. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente ordinanza che finisce per essere un vero e proprio vademecum su come vincere la causa per interessi illegittimi sul conto corrente.

infortunisticaconsulting.com : Capita spesso che le banche addebitino interessi superiori al tasso legale, che li calcolino non già solo sul capitale da versare, ma sul capitale sommato agli interessi scaduti e non corrisposti (cosiddetto anatocismo); potrebbe infine capitare che vengano addebitate sul conto delle commissioni non concordate o, comunque, non dovute. Così, in questi casi, il correntista può rivolgersi al giudice per ottenere lo scorporo di tali somme dal proprio debito complessivo.

Una volta che il tribunale ha accertato l’invalidità della clausola sulla base della quale sono stati determinati gli interessi passivi sul c/c, procederà alla ricostruzione del saldo finale in funzione dei movimenti eseguiti dal correntista e del tasso legale. Per effettuare tale operazione è necessario che il giudice (o meglio, il suo consulente tecnico, cosiddetto ctu), abbia tutti gli estratti conto, a partire dall’apertura del rapporto sino alla fine, in modo tale da riconsiderare tutte le poste in dare e in avere. Ebbene, l’onere di documentare tutte le movimentazioni spetta alla banca e non al cliente; non è quest’ultimo, prima di iniziare il giudizio per ottenere il ricalcolo degli interessi, a procurarsi i tabulati con gli estratti conto, ma è la banca a doverli produrre. E, se non lo fa, il correntista vince la causa.

Sul punto, peraltro, è molto interessante la recente decisione dell’Abf di Milano che ha escluso la possibilità, per l’istituto di credito, di pretendere dal proprio cliente rimborsi spese esagerati per consegnargli la documentazione con tutti gli estratti c/c: il prezzo finale (che non può comunque superare 20 euro) deve essere calcolato su tutto il documento e non sui singoli fogli stampati (leggi Quanto costa la copia di estratti conto e contratti con la banca?).

infortunisticaconsulting.com : Dal solo saldo finale – specifica la Cassazione nella pronuncia in commento – non è possibile risalire alla presenza di un credito o di un debito; infatti tale indicazione non consente di determinare quali addebiti, nell’ultimo periodo di contabilizzazione, siano dovuti ad operazioni passive per il cliente e quali alla capitalizzazione degli interessi. Del resto proprio tale saldo costituisce il risultato di precedenti capitalizzazioni di interessi, ossia è l’effetto dei comportamenti illegittimi della banca che devono essere “sterilizzati” dal giudice.

Se la banca non produce gli estratti conto dall’inizio del rapporto il giudice è autorizzato che l’illegittima contabilizzazione degli interessi sia avvenuta sin dall’origine e, pertanto, potrà provvedere allo scorporo delle somme anche per i periodi le cui movimentazioni non siano documentate. In altre parole, produrre tutta la documentazione è un onere che serve all’Istituto di credito per vincere le affermazioni del proprio cliente e per provare il contrario rispetto a quanto da questi dimostrato.

infortunisticaconsulting.com : E se il correntista non ha mai contestato gli estratti conto ricevuti, con cadenza periodica – e come legge vuole -, dalla propria banca? La normativa, sappiamo, dà al cliente 60 giorni di tempo per impugnare eventuali errori negli estratti conto. Ma ciò, ai fini della contestazione del calcolo degli interessi e delle commissioni illegittime, non rileva. Sul punto la Cassazione ribadisce il proprio consolidato orientamento secondo cui l’approvazione, anche tacita, degli estratti c/c non implica l’accettazione di addebiti illegittimi, avendo essa solo la funzione di certificare la verità storica dei dati riportati nel conto, con la conseguenza che la mancata contestazione riguarda esclusivamente gli accrediti ed addebiti considerati nella loro realtà ed entità (ad esempio un addebito non dovuto o un accredito inferiore rispetto a quanto consegnato allo sportellista).

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