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Caduta da gradini per colpa della mattonella: il Comune risarcisce


Responsabilità oggettiva della pubblica amministrazione per la strada non illuminata, senza transenne o altra segnaletica che riveli la situazione di pericolo. Spetta al Comune risarcire il danno al pedone scivolato da una scala pubblica per aver perso l’equilibrio a causa di una mattonella divelta e non segnalata. A dirlo è il Tribunale di Taranto con una recente sentenza . L’elemento, però, che contraddistingue la situazione risarcibile da quella, invece, addebitabile alla distrazione del danneggiato è l’imprevedibilità del pericolo: in particolare, laddove l’ostacolo non è né prevedibile, né evitabile con l’uso dell’ordinaria diligenza, per l’assenza di segni esteriori che rivelino tale anomalia, può parlarsi di “insidia” o “trabocchetto”, elementi questi ultimi che fanno scattare il diritto all’indennizzo. Ma procediamo con ordine. La responsabilità oggettiva del proprietario della strada

La legge attribuisce, al titolare di un bene la responsabilità per tutti i danni derivati a terzi da detto bene. Non fa eccezione alla regola l’amministrazione in relazione al suolo pubblico. Si tratta di una responsabilità oggettiva, che consegue anche quando il proprietario del bene non è in malafede o è esente da qualsiasi colpa. Il solo “fatto”, in sé per sé, dell’altrui danno fa scattare il diritto al risarcimento. L’unica via per l’amministrazione di non essere condannata al pagamento è dimostrare che l’evento si è verificato per “caso fortuito”, ossia per un fatto imprevedibile e inevitabile. Il caso fortuito più comune è la distrazione dello stesso pedone che, camminando “con la testa tra le nuvole”, non si accorga anche delle insidie più evidenti: si tratta, infatti, di una casualità che la P.A. non può né prevedere, né evitare. La legge richiede, infatti, a ogni utente della strada un minimo di prudenza e di attenzione, necessario a scongiurare di cadere vittima di quegli ostacoli che, invece, con un atteggiamento normalmente accorto, si potrebbero evitare. Il riferimento è alle buche particolarmente ampie, anche se non segnalate, oppure alle strade in evidente stato di dissesto, o a quelle vie il cui selciato appaia a prima vista scivoloso e sdrucciolevole ecc.

Invece, quando l’ostacolo è nascosto e non percepibile neanche con l’uso dell’ordinaria diligenza, si può parlare di “insidia” o “trabocchetto”: ed è qui che il Comune, proprietario della strada pubblica, ha l’obbligo di risarcire sempre. La vicenda

Nel caso specifico il pedone stava camminando su una scalinata quando, nel poggiare il piede, ha perso l’equilibrio per il distacco di due mattonelle che rivestivano l’opera pubblica. A confermare la dinamica del sinistro oltre a un teste anche gli agenti della polizia locale intervenuti sul posto. I mattoni non erano ancorati al piano di appoggio: una realtà non solo non prevedibile dal passante ma neppure evitabile con l’uso della normale diligenza. La responsabilità dell’amministrazione

Il Comune non può fare altro che rispondere in qualità di custode – spiega il tribunale – quando il luogo ove avviene il sinistro è posto all’interno del perimetro abitato della città, come nel caso in cui la scalinata è posta a collegamento di due vie cittadine ed è precipuamente destinata à consentire la passeggiata pedonale dei cittadini. In tali situazioni, è obbligo della P.A. segnalare l’ostacolo con apposite transenne, percepibili soprattutto quando è notte e se la strada non è illuminata. Diversamente, laddove non vi siano segni idonei ad allertare il pedone e il suo stesso senso di prudenza, il risarcimento per l’eventuale caduta a terra è inevitabile.

LA SENTENZA

LA MASSIMA Nella specie, è stato ritenuto provato che le lesioni di cui si chiede ristoro, certificate dalla documentazione di pronto soccorso e radiografica agli atti, furono provocate dalla natura pericolosa della scalinata pacificamente, non essendovi stata alcuna specifica contestazione della circostanza (art. 115 C.p.c.), di proprietà del convenuto che provocò la caduta di cui il convenuto stesso deve rispondere in qualità di custode delle vie poste nel centro abitato. La responsabilità del custode è di tipo oggettivo, nel senso che prescinde da qualsiasi sita condotta eventualmente colposa e sussiste per il semplice rapporto di custodia che si instaura cori la cosa a seguito di possesso o anche semplice detenzione: per questo, il Comune va ritenuto responsabile dell’accadimento occorso secondo il paradigma dell’art. 2051 C.c. considerato il suo potere di effettivo controllo sul luogo ove avvenne il sinistro in quanto posto all’interno del perimetro abitato della città, come può desumersi dal fatto che la scalinata in questione è posta a collegamento di due vie cittadine ed è precipuamente destinata à consentire la passeggiata pedonale dei cittadini, secondo quanto risulta dalla relazione di servizio di Polizia Municipale (per la responsabilità dell’ente pubblico a titolo di custodia per danni prodotti da pericolosità di strade pubbliche poste all’interno del perimetro abitato). - See more at: http://www.infortunisticaconsulting.com


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