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Arriva la CIE, la carta d’identità elettronica entro 6 giorni


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che fissa le modalità di emissione: inserite le impronte digitali, la donazione degli organi e un pin personale. Ci sono voluti venti anni perché gli italiani vedessero finalmente approdare, in Gazzetta Ufficiale, il decreto che attua la carta d’identità elettronica: il nuovo documento si chiamerà C.I.E. (che, appunto, è l’acronimo di “carta d’identità digitale”) e conterrà, oltre ai dati anagrafici e alla fotografia del titolare – come sino ad oggi è stato – anche le impronte digitali e la possibilità (ma non l’obbligo) di indicare la scelta sulla donazione degli organi. Inoltre, il tesserino sarà dotato di un Pin che consente l’accesso ai servizi online dedicati ai cittadini. La disciplina della CIE è contenuta in un decreto del Ministero dell’Interno appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale . In esso, tra le altre novità, si stabiliscono i tempi (certi) di consegna della nuova carta di identità: l’interessato dovrà attendere solo sei giorni, per il rilascio, dalla data di presentazione della richiesta. Come ottenere la carta d’identità digitale

Il cittadino, necessariamente maggiorenne, dovrà rivolgersi all’ufficio anagrafe del proprio comune di residenza. Per i minorenni, la richiesta dovrà essere presentata dai genitori. I residenti all’estero potranno presentare la domanda invece al consolato. Dovrà essere munito delle fototessera così come sempre è stato, le quali poi verranno digitalizzate e incorporate nel documento. Prima del rilascio della CIE, gli addetti all’anagrafe chiederanno al richiedente se intende inserire, all’interno del documento, il proprio consenso o diniego all’espianto e donazione degli organi nel caso in cui, dovendosi presentare la necessità, non possa essere acquisito il suo esplicito consenso (si pensi al triste caso di un incidente mortale e immediato stato di coma del soggetto). Questo non significa che la scelta è irrevocabile: al contrario, il cittadino potrà, in qualsiasi momento, cambiare idea comunicandolo all’Asl di appartenenza oppure alle aziende ospedaliere o agli ambulatori dei medici di medicina generale o ai centri regionali per i trapianti o – limitatamente al momento di rinnovo della Cie – anche presso il comune. Presentata la domanda di rilascio della Cie, il Comune deve prima effettuare una verifica circa l’identità del richiedente ed eventuali motivi ostativi al rilascio del documento. Quindi rilascerà all’interessato una ricevuta di deposito di richiesta, ove è riportato il numero identificativo della pratica. In tale ricevuta sarà altresì indicata la prima parte dei codici pin/puk associati alla Cie. La CIE conterrà l’immagine del volto del titolare, attraverso una foto digitalizzata, e l’immagine delle impronte digitali. Ma anche (nei casi previsti) la firma autografata e l’autorizzazione o meno all’espatrio. Realizzazione supporto fisico della Cie

Il supporto fisico della Cie sarà integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici primari e secondari, nonché per l’autenticazione in rete. Gli elementi biometrici primari e secondari memorizzati nel microprocessore saranno utilizzati esclusivamente per verificare l’autenticità della Cie e l’identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili ed escludendo confronti in modalità «uno a molti» a fini di identificazione. Il cittadino (o i genitori o i tutori in caso di minori) potranno prenotare la richiesta di rilascio della Cie collegandosi a Cieonline secondo le modalità indicate sul portale. - See more at: http://www.infortunisticaconsulting.com


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