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Multe e punti sulla patente: dare falsi dati del conducente è reato


Contravvenzioni per violazioni del codice della strada: per evitare la decurtazione dei punti dalla patente, fornire generalità di altra persona integra il reato di sostituzione di persona. In caso di multa e di invito a fornire i dati del conducente entro 60 giorni, molti italiani, per evitare una sanzione amministrativa (la decurtazione dei punti dalla patente) preferiscono rischiare la sanzione penale (il reato di sostituzione di persona): difatti, secondo una recente sentenza della Cassazione , non sfugge al procedimento penale l’automobilista che invia alle autorità, nel modulo allegato alla multa, false indicazioni sulle generalità del conducente, indicando nome e cognome di un altro soggetto (compiacente) che materialmente non era alla guida dell’automobile. Insomma, il vecchio trucchetto di fornire i dati della nonnina che non può più guidare, o di una badante o del giardiniere extracomunitario non funziona più: la polizia ha iniziato a incrociare informazioni e dati per effettuare controlli più capillari e, così, la contestazione del reato di sostituzione di persona. Il reato di sostituzione di persona

Il delitto di sostituzione di persona, previsto e punito dal codice penale , tutela la fede pubblica. Soggetto passivo è la persona le cui generalità sono state abusivamente spese. La norma punisce chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induca altri in errore. Tale induzione in errore può avvenire soltanto con le quattro condotte specificatamente indicate dalla norma, che sono: – sostituzione illegittima della propria all’altrui persona, – l’attribuzione di falso nome, – l’attribuzione di falso stato, – l’attribuzione di qualità cui la legge riconnette effetti giuridici. È richiesto il dolo specifico, inteso quale coscienza e volontà di agire al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno. Il delitto si consuma nel momento in cui taluno sia indotto in errore. Non è necessario, invece, l’effettivo prodursi del vantaggio o del danno. La pena prevista è la reclusione fino a un anno. È procedibile d’ufficio. La vicenda decisa dalla Cassazione Un uomo veniva condannato penalmente per aver predisposto e consegnato alle polizie locali, a seguito di alcune multe per violazioni al codice della strada, documentazione falsa attestante che, al momento dell’infrazione, alla guida del veicolo si trovava una terza persona e non lui. Il tutto per evitare la decurtazione dei punti dalla propria patente. Meglio non comunicare nulla La legge prevede che in caso di omessa comunicazione dei dati dell’effettivo conducente scatta una sanzione amministrativa di tipo pecuniario: di certo si tratta di un rischio decisamente più leggero rispetto alla contestazione di un reato. Sempre che non si preferisca – come forse più logico (oltre che giuridicamente giusto) sarebbe – subire la decurtazione dei punti dalla patente. - See more at: http://www.infortunisticaconsulting.com


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