• http://www.infortunisticaconsulting.com/

Comunione ai divorziati: il sinodo approva


La valutazione andrà fatta caso per caso, alla luce di come il coniuge divorziato si è comportato anche coi figli quando l’unione è entrata in crisi. Comunione ai divorziati: finalmente il Sinodo dice sì nella riunione tenutasi ieri. Sarà il parroco, comunque, a effettuare una valutazione di “meritevolezza”, tenendo conto delle circostanze del singolo caso e del comportamento del fedele. Passa così la linea del rinnovamento sulla famiglia, anche se per un solo voto: 178 sono stati i “sì”, mentre 177 sono stati i “no”. Il capitolo era considerato estremamente delicato (si pensi all’elevato numero dei voti contrari, in gran parte riconducibile ai prelati anglosassoni ed africani, ma in parte anche europei), tuttavia decisivo per l’integrazione di una grossa fetta di cattolici esclusi della comunione e confessione: sarà il Papa a decidere, ma a questo punto può contare su una base importante. Bergoglio, nel discorso finale, è stato molto incisivo: il Sinodo “ci ha fatto capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito, non le idee ma l’uomo, non le formule, ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono”. E poi: “Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore”.

L’ammissione al sacramento dell’ostia per i divorziati sarà comunque sottoposta al “discernimento” – quindi all’esame “caso per caso” – da parte dei sacerdoti. Ecco, in particolare, cosa dice la norma chiave: “È compito dei presbiteri accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione, come è la situazione del partner abbandonato, quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli, quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio”. Sempre nel discorso finale del Papa, molto applaudito, la strada che verrà imboccata è estremamente chiara: “I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale”. Omosessuali Il secondo capitolo caldo, quello delle coppie gay, è stato toccato solo di striscio. Il Sinodo si è espresso così: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”. Viene quindi ribadito il no all’equiparazione del matrimonio delle coppie gay ma non c’è neppure un accenno alla possibilità di un’attenzione per l’affettività fra persone dello stesso sesso. - See more at: http://www.infortunisticaconsulting.com/


0 visualizzazioni

​​​​© 2018 by Infortunistica Consulting S.r.l. - I.CON - PIVA 01479250290

Infortunistica Rovigo

Connettiti a Noi

  • Facebook nero tondo
  • Twitter Round nero
  • Google+ rotonda nera
  • LinkedIn nero tondo
  • Instagram - Black Circle