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Se al pronto soccorso il medico rifiuta il ricovero al malato grave commette reato


Se il medico si rifiuta di ricoverare il malato che arriva al pronto soccorso in gravi condizioni può essere denunciato per omissione d’atti d’ufficio [1]. E ciò anche se la consuetudine dell’ospedale è differente.

Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [2]. La “prassi consolidata in uso nel sistema sanitario” non salva quindi il sanitario che, in qualità di medico di turno, non dispone il ricovero d’urgenza per il paziente arrivato in palesi condizioni di infermità (nel caso di specie, si era trattato di un incidente stradale).

Il rifiuto di un atto d’ufficio si verifica non solo a fronte di una richiesta o di un ordine, ma anche quando sussista un’urgenza sostanziale, che impone il compimento dell’atto, in modo tale che l’inerzia del pubblico ufficiale assuma, per l’appunto, la valenza del consapevole rifiuto dell’atto medesimo. In questo caso, c’è la responsabilità penale del sanitario.

Il rifiuto di procedere al ricovero ospedaliero di un malato, opposto dal medico responsabile del reparto, rileva, ai fini del reato, solo se l’urgenza del ricovero sia effettiva e reale e quindi il ricovero deve ritenersi indifferibile per la sussistenza di un effettivo pericolo di conseguenze dannose alla salute della persona.

Dunque, non tutte le omissioni di ricovero ospedaliero da parte del medico di turno integrano l’omissione di atti d’ufficio, ma soltanto quelle legate a una situazione di urgenza e, quindi, di indifferibilità.

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